Recensione | "L'occhio del lupo" di Daniel Pennac - La Biblioteca dei Ragazzi

Buona sera cari lettori...
Eccomi di ritorno dopo il weekend con la recensione di un libriccino, appena terminato di leggere, di Daniel Pennac, di cui ho sempre sentito parlare benissimo ma non avevo ancora affrontato, per cui vi lascio subito il mio parere.

Titolo: L'Occhio del Lupo
Autore: Daniel Pennac
Collana: La Biblioteca dei Ragazzi
Editori: Fabbri Centauria
Prima Pubblicazione: 1984
Numero Pagine: 109













L'autore.
Daniel Pennac nato nel 1944 a Casablanca. Nella sua infanzia ha viaggiato moltissimo, in Africa, Asia, Europa, ed è rimasto sempre interessato al destino di tutti gli immigrati, gli animali o uomini di colore che siano, tant'è vero che per vent'anni è vissuto a Belleville, il quartiere di Parigi dove si trovano mescolanze di razze e mestieri. Ha anche insegnato per lungo tempo a ragazzi difficili.

Sinossi.
Un lupo che ha vissuto una vita da lupo, braccato, fuggitivo nella gelida Alaska. Un ragazzo che viene dall'Africa Gialla, ha conosciuto l'Africa Grigia e l'Africa Verde, diventando un famoso narratore di storie. I due si ritrovano davanti alla gabbia di uno zoo, si fissano in silenzio: Il lupo chiuse nella sua disperazione guarda il mondo con un occhio solo. Allora anche il ragazzo, con estrema delicatezza, tiene chiuso uno dei suoi: attraverso queste due solitudini fluiscono le immagini e finalmente viene raggiunta la rasserenante pace dell'amicizia e della confidenza.


Mi ritrovo davanti un libro, che più che un libro è un racconto, poche pagine che ho letto in poco più di un'ora. Età consigliata: bambini di otto anni. Io l'ho letto adesso che ne ho ben venti in più e mi trovo in difficoltà. 
Come spesso accade, con libri destinati ai giovanissimi. libri piccini che si leggono rapidamente proprio perchè destinati a giovani lettori, il contenuto che presentano è molto ma molto più profondo della lunghezza delle pagine e qui viene la difficoltà a parlarne, la difficoltà ad esprimere a parole il significato più profondo che ho colto dalle parole dell'autore, la difficoltà di non saper rendere giustizia ad un racconto che vale davvero la pena leggere.
Nelle parole dell'autore, ho colto tanto sentimento verso il mondo degli animali, sentimenti verso cui io sono estremamente sensibile, tanto che evito di leggere libri che parlano proprio degli animali, a maggior ragione se questi animali non sono propriamente felici, ed è proprio ciò che descrivono le pagine di questo libro. Parla di animali in gabbia, animali che vengono braccati, catturati e costretti a vivere in un ambiente non consono alla loro natura, un ambiente ostile, solo per far piacere a noi uomini, solo per soddisfare la curiosità umana di conoscere una natura lontana dalla nostra e di osservare da vicino animali che non fanno parte del nostro mondo e non ne fanno parte perchè la natura non lo permette, perchè ogni creatura creata è fatta per vivere in assoluta libertà, in un ambiente creato apposta, ma questa libertà l'uomo non la permette, strappa gli animali selvatici e non, dal loro ambiente naturale per farli vivere in gabbia o per creare dei capi d'abbigliamento come pellicce, l'uomo è un "collezionista", come scrive Pennac, e come scoprirà a sue spese il Lupo Azzuro, catturato dagli uomini per finire dietro le sbarre di uno zoo. E noi conosceremo la sofferenza e la solitudine del lupo privato della sua libertà, del suo ambiente, dei suoi simili. Un lupo che non ha più la forza e la voglia di guardare chi o cosa lo circonda, che non ha più il bisogno di cacciare, correre, semplicemente vivere. Ma chi siamo noi esseri umani per impedire tutto ciò ad un altro essere vivente?!
E' questo che mi sono chiesta durante la lettura di queste poche pagine e la rabbia che mi è montata dentro è stata tanta. Queste sono tematiche scottanti, di cui si parla tanto, ma per cui si fa ancora poco.. troppo poco. E per questo non mi do pace. Mi auguro solo che un giorno l'uomo, che si crede il padrone del mondo, possa rivenire e ricordare le sue origini, poichè anche l'uomo viene dalla natura, quella stessa natura che quotidianamente distrugge.
Ma se questa è la parte che mi ha fatto più rabbia e che viene presentata proprio attraverso l'occhio del lupo, dall'altro lato abbiamo l'occhio dell'uomo. Quest'uomo è un ragazzo Africa, anche a lui l'uomo ha giocato brutti scherzi, ha conosciuto l'abbandono, lo sfruttamento, l'ira ma per fortuna anche l'amore e la bontà che, se vuole, l'uomo sa donare. Ma il dono più grande di Africa, e se Dio un giorno lo vorrà, è proprio l'amore dell'uomo per gli animali, e viceversa. Tra uomini e animali può nascere il rapporto più solidale che possa mai esistere. Un rapporto fatto di lealtà, promesse mantenute, amore profondo e soprattutto senza nessun tornaconto. Un amore puro che solo gli animali possono concedere all'uomo e da cui l'uomo può imparare i valori più significativi della vita. Africa saprà regalare a Lupo Azzurro quella speranza che ormai ha perso e in cambio riceverà il dono dell'accoglienza, proprio perchè il Lupo riuscirà ad accogliere nel suo cuore questo giovane ragazzo giunto dall'Africa che ha il raro dono di comunicare con gli animali, e soprattutto il prezioso dono di rispettare tutti gli esseri viventi presenti nel pianeta.
Un libro che non posso che consigliarvi, sia per la bravura dell'autore e della sua piacevole penna, sia per la sensibilità delle tematiche trattate e per i numerosi spunti di riflessione che se ne traggono.
Fatemi sapere se l'avete già letto e cosa ne pensate.. 
A presto ;)

"Allora non rimase che lo zoo. Anzi gli zoo. 
Ne passò cinque o sei, nei dieci anni che seguirono. 
Pavimento di cemento e tetto di lamiera. 
Suolo di terra battuta e cielo aperto. Piccole gabbie e grosse spalle. 
Reti e recinti. La carne gettata di lontano. I pittori della domenica. 
I piccoli degli uomini che hanno paura di te. 
Le stagioni che passano... 
Solo. Tra animali sconosciuti, anch'essi in gabbia. 
<<L'uomo è un collezionista>>. 
Ora si che capiva la frase di Fiamma Nera.


- Chocolateandbooks -


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