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Recensione "Il treno" di Georges Simenon

Titolo: Il treno
Autore: Georges Simenon
Editore: Adelphi Edizioni
Anno: 2008
Formato: cartaceo
Numero Pagine: 146
Prezzo: € 13,60












L'autore.
Georges Joseph Christian Simenon è stato uno scrittore belga di lingua francese, autore di numerosi romanzi, noto al grande pubblico soprattutto per avere inventato il personaggio di Jules Maigret, commissario di polizia francese. Per più di vent'anni Simenon, che nel 1940 è stato lui stesso responsabile di un campo profughi belgi alla Rochelle, è ossessionato dai ricordi della guerra, <<argomento terribile e magnifico>> di cui, caso più unico che raro, non è riuscito a scrivere a caldo, tant'è che "Le train" vedrà la luce solo nel 1961. Nel 1973 Granier-Deferre ne trarrà un buon film con Romy Schneider e Jean-Luois Trintignant.

Trama.
Maggio 1940. Le truppe della Wehrmacht dilagano in Belgio e minacciano i confini della Francia. Dalle Ardenne, dove è stato promulgato un ordine di evacuazione generale, sciami di profughi lasciano le loro case prendendo d’assalto i pochi treni disponibili. Nel carro bestiame di un convoglio che procede lentissimo verso il sud – e che viene continuamente fermato in piena campagna, parcheggiato per ore su linee secondarie, bombardato dagli Stuka tedeschi –, un uomo privo di ogni qualità, miope e di salute cagionevole, un uomo con una piccola vita mediocre e mediocremente serena, incontra una donna di cui non saprà altro, per tutto il tempo che passeranno insieme, se non che è una cèca di origine ebrea, e che è stata in prigione a Namur. Fra loro, all’inizio del lungo viaggio che li porterà fino alla Rochelle, non ci sono che sguardi. Ma un po’ alla volta, senza che nulla sia stato detto, le due solitarie creature diventano inseparabili; finché, durante la prima notte che passano l’uno accanto all’altro sulla paglia ammucchiata per terra, confusi fra altri corpi sconosciuti, accadrà qualcosa di inimmaginabile. Sarà l’inizio di una passione amorosa di cui Simenon ci racconta (caso rarissimo) anche i momenti di più bruciante erotismo; una passione che isolerà un uomo e una donna che fino a poche ore prima ignoravano l’esistenza stessa l’uno dell’altro da tutto ciò che accade intorno a loro (l’occupazione tedesca, i convogli di sfollati, il tendone da circo che li ospita insieme ad altre decine di profughi), chiudendoli in un bozzolo fatto di desiderio e di gioco – e di una scandalosa, disperata, effimera felicità.

La mia recensione.
Conoscevo questo autore solo per il suo nome, per la fama che lo precede ma non avevo mai letto nulla di lui. Che grande errore! La sua scrittura è qualcosa di meraviglioso, scorre in una maniera indescrivibile, dalle prime pagine ho subito provato una forte sintonia con il suo modo di narrare, così fluido quanto elegante, mi è piaciuto davvero un sacco e sono sicura che in futuro leggerò altro di questo autore. Il libro che ho scelto mi ha catturata per la trama, non avendo mai letto nulla di Simenon e scartando le opere con protagonista il commissario Maigret (perchè non mi andava di leggere un giallo) la mia scelta è stata del tutto istintiva, questa trama mi sembrava degna di essere approfondita. In realtà a raccontarla è una storia semplice, narra la fuga dei profughi di Fumay per sfuggire all'invasione tedesca, così' accompagniamo il protagonista in questo viaggio, ma la vicenda semplice all'apparenza nasconde molto di più. Nasconde la vita di un uomo semplice e umile che non ha mai forzato i limiti imposti dalla società, che ha sempre fatto il proprio dovere perchè andava fatto, un uomo cagionevole di salute che ha sempre subìto la vita e gli errori commessi dai suoi genitori. Quest'uomo, a questo punto della sua vita, nonostante abbia una famiglia, crede che deve ancora risolvere qualcosa nella sua vita e per lui la guerra non è altro che una sfida lanciata dal destino nei suoi confronti. Superare le difficoltà che una guerra comporta, per Marcèl equivale ad affrontare un destino che ce l'ha sempre avuta con lui e finalmente avere la meglio su di esso. In realtà, questo personaggio mi è apparso molto ambiguo, lui stesso si descrive come un uomo passivo, semplice e che prende la vita così come si presenta e dichiara di voler affermare se stesso, che finalmente può affrontare il destino di petto, scegliendo il meglio per sè, ma rimangono solo parole perchè a me è parso che nelle varie situazioni in cui Marcèl verrà coinvolto non prende mai l'iniziativa, come invece dichiara, ma accetta ciò che gli altri fanno, anche nei suoi confronti, in maniera un pò passiva. Non è mai lui a fare il primo passo, ma sono sempre gli altri. Eppure lui dichiara di essere stato un altro uomo in quei giorni e di aver scoperto una passionalità nascosta, questo è vero, perchè vedremo Marcèl intrattenere rapporti passionali con una donna sconosciuta, ma è sempre per volere di lei che questo accade. Ad ogni modo, vivrà una vita parallela, durante i giorni di fuga, vivendo come non avrebbe mai immaginato, quasi come fosse in una sorta di vacanza, nonostante l'invasione dei tedeschi sia alle porte, ma è proprio il non sapere cosa accadrà da un momento all'altro a spingere Marcèl a comportarsi così, ignorando quasi volontariamente di avere una moglie in attesa e una figlia, forse "perdute" per sempre. Ecco, questo è un aspetto che proprio non ho condiviso, la sua mancanza di preoccupazione verso la sua famiglia non mi è propria piaciuta, ma credo che l'autore volesse mostrare come nulla importa quando si è sul punto di perdere tutto, anche la propria vita e come la guerra porti gli uomini a comportarsi in maniera del tutto irrazionale. Più di una volta, infatti, Marcèl descriverà situazioni paradossali che in quella precisa circostanza apparivano del tutto normali. 
Penso, che solo poche persone, solo coloro che hanno vissuto una piccola parte di ciò che è narrato in questa storia, possano capire a pieno i comportamenti del nostro protagonista, per quanto mi riguarda non sempre l'ho approvato, ma io sono una persona "privilegiata" che non ha mai vissuto una situazione così difficile come una guerra, per cui non mi sento di giudicare Marcèl. 
In compenso, però, se non lo avete ancora letto, vi consiglio vivamente di affrontare questo autore, perchè una storia del genere se fosse stata scritta da qualcun'altro, con un altro stile, credo che l'avrei bocciata del tutto, ma Simenon con il suo modo di narrare, l'ha resa un'esperienza da non perdere.
Per cui vi dico: date una possibilità a Georges Simenon, sono sicura che non ve ne pentirete ;)

"Non sapevo che cosa sarebbe accaduto. Nessuno poteva prevederlo. 
Vivevamo un tempo di attesa, fuori dallo spazio, 
e io divoravo quei giorni e quelle notti con ingordigia. 
Ero ingordo di tutto, dello spettacolo mutevole del porto e del mare, 
dei barconi da pesca di diversi colori che salpavano in fila indiana con l'alta marea, 
della folla nella strada, dei diversi aspetti del campo e della stazione.
 Ero ancora più affamato di Anna e, 
per la prima volta nella mia vita, non mi vergognavo dei miei desideri sessuali."

- La vostra Chocolate And Books -

Commenti

  1. Mi piace un sacco questo blog, complimenti! Tornerò sicuramente a sbirciare qui, sono sicura che mi darai delle buone idee sulle prossime letture... :) se hai voglia fai un saltino da me, anche io parlo di libri :)

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    1. Grazie mille :) Spero tanto che i miei consigli e pareri sui libri letti ti saranno utili :) Mi sono appena iscritta al tuo blog ;)

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  2. Ciao Chocolate, di libri che parlano di guerra ne ho letti tanti e ne ho fatto un pò indigestione, ma mi ha colpita molto il tuo parlare dello stile di questo autore che non ho mai affrontato. Magari non sceglierò questo titolo per ora, ma l'autore voglio assolutamente conoscerlo!

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    1. Ciao cuore :) Io l'ho preso in biblioteca e non avevano tanti titoli, tra tutti quello che mi ha colpita di più è stato questo. Puoi provare con un altro libro, io sicuramente più avanti qualche altra cosa sua la leggerò ;) Fammi sapere in caso che libro scegli e cosa ne pensi, così seguo il tuo suggerimento ;)

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  3. Ciao cara! Eccomi qui. Non conosco l'autore e tantomeno il romanzo di cui parli ma il modo in cui lo hai recensito mi ha davvero fatto venire la voglia di appuntarmelo e tenerlo d'occhio per cui un pensierino lo sto facendo, lo ammetto! ;) buona domenica e tante buone letture. Anna

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    1. Ciao cara :) Mi fa davvero piacere, fammi sapere se lo leggerai cosa ne pensi e cosa ti ha trasmesso ;) Buone letture anche a te :)

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