Recensione "Una bambina" di Torey L. Hayden

Titolo: Una bambina
Autore: Torey L. Hayden
Editore: Corbaccio
Anno: Prima edizione 1980
Pagine: 243
Prezzo: 12,00 €






L'autore. 
Il suo vero nome è Victoria Lynn Hayden, è una psicologa infantile e docente universitaria statunitense che ha scritto una serie di libri basati sulle proprie esperienze con bambini problematici. Le attività da lei svolte nel campo dell'educazione / psicologia sono diverse: ausiliaria nell'istruzione speciale (disturbi emotivi); insegnante speciale (disturbi emotivi, disturbi dell'apprendimento); insegnante capo (unità psichiatrica); coordinatrice di ricerca (unità psichiatrica universitaria); psicologa infantile; consulente nel campo degli abusi ai minori.

Trama.
Torey. L. Hayden è un insegnante alla quale viene affidata una classe di ragazzini difficili, ragazzini che hanno squilibri mentali e problemi familiari e/o forme di autismo. Inizialmente fanno parte di questa classe 8 bambini, a Gennaio, qualcosa arriva a rompere il debole equilibrio della classe. Viene assegnata alla classe della Torey una bambina di sei anni di nome Sheila, una bambina aggressiva e priva di ogni autocontrollo, dal passato difficile. Dopo che Sheila rapisce il bambino di tre anni dei vicini, lo lega a un palo e gli dà fuoco, viene trascinata in tribunale e viene condannata a essere rinchiusa in un ospedale statale, solo che al momento non ci sono posti disponibili, viene quindi affidata alla classe della Hayden in attesa di essere trasferita all'ospedale. 

La mia recensione.
Il libro (almeno nella versione che ho letto io, e-book) inizia con una introduzione dell'autrice in cui racconta di come sbadatamente aveva letto la notizia di una bambina di sei anni che lega il figlio dei vicini di casa ad un palo, dandogli fuoco. Lì per lì non aveva prestato molta attenzione alla notizia. Poi racconta del suo lavoro come insegnante all'interno di una classe "speciale" per bambini con particolari disturbi e problematiche, che nessun insegnante desiderava nella propria classe, per cui il preside della scuola si è visto costretto a creare questa "classe di matti" (come la stessa Hayden ama scherzosamente definire) con un'unica insegnante e due collaboratori poco esperti in quell'ambito. E continua presentando gli otto bambini che fanno parte della sua classe all'inizio dell'anno, spiegando la problematica fisica o psichica di ognuno di loro. A metà anno il preside le comunica dell'arrivo di una nuova alunna, spiegandole la situazione in cui si trova la bambina in questione, ed è a questo punto che alla Hayden, ritorna in mente la notizia della bambina che diede fuoco ad un altro bimbo, letta mesi prima. Si trattata infatti proprio di quella bambina, Sheila. Nonostante le mille preoccupazioni dovute al fatto che l'ingresso di una bambina, con simili problematiche, avrebbe causato un squilibrio tra gli alunni della classe, Torey non se la sente di rifiutare e così a Gennaio, Sheila entra a far parte della sua classe. Ogni capitolo racconta, poi, le difficoltà di Sheila ad inserirsi all'interno della classe e soprattutto la sua diffidenza nei confronti di tutti, anche di Torey. Racconta dei metodi utilizzati da Torey con questi bambini, metodi anticonvenzionali, che spesso nemmeno il preside accetta, ma che per lei sono di fondamentale importanza per far si che i suoi alunni possano progredire verso uno sviluppo emotivo, intellettivo e relazionale. E saranno proprio i suoi metodi particolari a stravolgere la situazione di Sheila ma anche di tutti gli altri alunni. Ogni capitolo è un racconto sul cambiamento di Sheila, non sempre positivo, ma pur sempre un cambiamento interiore. Torey scopre nella bambina doti particolari, infatti è molto brava in matematica, legge anche se nessuno le ha mai insegnato e ha una discreta proprietà di linguaggio. Non dico altro perchè il bello di questo libro è proprio leggere del cambiamento di questa bambina vittima di violenze e abusi che riesce comunque a trovare una ragione per andare avanti. 

Una storia vera che ti lascia l'amaro in bocca per la crudeltà che possono avere certi adulti nei confronti di anime innocenti e indifese come i bambini, ma che ti da anche tanta speranza perchè esistono persone come Torey in grado di guarire anche le anime più distrutte e le ferite più sanguinanti, solo con l'amore, il dialogo, la passione per il proprio lavoro, la forza di credere che tutti, anche i bambini cosiddetti "speciali" possono farcela, possono riappropriarsi di sè stessi e vivere una vita vera.. Un libro che insegna tanto, insegna che bisogna credere negli esseri umani, soprattutto quegli esseri umani che per colpa della società vengono spesso relegati ai margini ed esclusi da tutti perchè considerati diversi, diversi perchè presentano disturbi sociali, mentali e fisici, ma nel cuore sono come tutti noi, anzi migliori di noi perchè la loro ingenuità fa parlare il cuore, solo loro hanno la capacità di esprimere sentimenti veri senza nessuna falsità. Da futura pedagogista questo libro mi ha insegnato veramente molto, lo considero un vero e proprio manuale di insegnamento per una disciplina che nessuno a scuola o all'università, insegna mai: l'arte di amare e di credere nel cambiamento degli altri. Sfrutterò tantissimi consigli e idee della Torey per la mia futura professione di pedagogista e sicuramente leggerò tutti gli altri suoi libri. 
Consigliato a tutti coloro che amano i bambini e vedono in loro il futuro del mondo.


"In questi bambini c'è di più. C'è il coraggio. Mentre la sera siamo davanti al telegiornale, a sentire di nuove, emozionanti conquiste in qualche terra lontana, perdiamo i veri drammi che si vivono intorno a noi. È un peccato, perché lì c'è più coraggio che da ogni altra parte. Alcuni di quei bambini vivono con tali incubi e tali ossessioni, nella loro testa, che ogni movimento si carica di straordinario terrore. Alcuni vivono a contatto con una violenza e una perversione che le parole non possono descrivere. Ad alcuni non viene nemmeno concessa la dignità che si concede agli animali. Alcuni vivono senza speranza. Eppure resistono. Quasi tutti accettano la loro vita, non conoscendo altro modo di vivere. Questo libro racconta di una sola bambina. Non è stato scritto per evocare pietà. Ne per elogiare un'insegnante. E neppure per deprimere quelli che hanno trovato pace nel non sapere. Questo libro è una risposta a chi mi chiede se non è frustrante lavorare con i malati di mente. È un'ode all'animo umano, perché questa ragazzina è come tutti i miei bambini. Come tutti noi. È una sopravvissuta."

- La vostra Chocolate And Books - 

2 commenti:

  1. Sapere che la storia narrata in questo libro è realmente accaduta, da i brividi. Hai ragione quando dici che l'unico antidoto alla violenze è la comprensione e l'amore. E' facile parlare di "mostri", ci si ferma a ciò che i nostri occhi hanno visto. Bisogna lasciar parlare anche la ragione e il cuore. Bellissima recensione :)

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    1. Esatto, è proprio quello che fa Torey, è una persona speciale.. dovrebbero essercene molte di più :) Grazie :*

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