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Recensione "Il giardino dei Finzi-Contini" di Giorgio Bassani

Buon giorno lettori.. 
Con Settembre appena iniziato, ritorna la voglia di scrivere, condividere, leggere. 
Da qualche giorno, giro per la blogosfera a leggere delle vostre letture e cercare spunti per le mie future. Non che mi mancano libri in casa da leggere, ma le novità sono sempre una tentazione ;)
Purtroppo per me, una bellissima esperienza lavorativa sta per giungere al termine, non oso immaginare il vuoto che mi lascerà dentro.. Spero di trovare sollievo girovagando fra i blog e condividendo le mie letture con voi, considerando il tanto tempo libero che mi aspetterà a breve.
Oggi, comincio da una lettura che mi ha fatto compagnia durante l'estate. Si tratta di un classico della narrativa italiana del 900, Il giardino dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani. 




"La mia ansia che il presente 
diventasse subito passato, 
perchè potessi amarlo e 
vagheggiarlo a mio agio,
 era anche sua, tale e quale. 
Era il nostro vizio, questo:
 d'andare avanti con la testa 
sempre rivolta all'indietro".


Ci troviamo a Ferrara in piena epoca fascista, a pochi anni dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, sono gli anni in cui hanno inizio le prime espulsioni degli ebrei dalle attività pubbliche, dai circoli culturali, le leggi razziali si fanno sempre più pressanti e coinvolgono in pieno i protagonisti di questa storia.

Il narratore è uno di essi, ma di lui sappiamo ben poco, in realtà non conosciamo nemmeno il suo nome, ciò che conosciamo e che egli decide di raccontarci, sono proprio gli avvenimenti che lo interessarono in quegli anni e in particolar modo che lo avvicinarono alla famiglia Finzi-Contini e soprattutto a Micol, giovane e bella, saprà catturare il suo cuore e conquistare i lettori.

Il rapporto fra i due protagonisti è fatto di dolcezza e passione, due sentimenti contrastanti così come la loro unione. Un legame nato fra le mura di una ricca dimora, quella dei Finzi-Contini, e soprattutto nel grande giardino che la circonda, in cui i due giovani amano perdersi in lunghe passeggiate solitarie, fatte di confidenze, riflessioni, sguardi, carezze, prima di sfociare in qualcosa di più. Una storia, però, che non ha futuro per via delle condizioni storiche ostili e per il divario sociale che intercorre fra Micol e il nostro narratore.

L'intera narrazione è ricca di riferimenti storici, politici e culturali dell'epoca, Bassani, forse in maniera autobiografica, ci regala una visione realistica dell'Italia degli anni 30, e soprattutto di Ferrara, catturando le bellezze artistiche di questa città, da sempre in pieno fermento culturale. Le descrizioni si fanno ancora più accurate quando entriamo nel giardino dei Finzi-Contini, protagonista della storia tanto quanto i personaggi che lo popolano.

Il romanzo è ormai un classico della letteratura italiana del 900, da leggere se si ama il periodo storico trattato e se si ha voglia di una lettura malinconia e nostalgica, perchè questi sono i sentimenti che suscita. Io ho amato soprattutto il continuo rievocare un passato ormai perduto ma mai dimenticato del protagonista e le descrizioni dettagliate degli ambienti, ma purtroppo non sono stata catturata dallo stile narrativo dell'autore. Ho trovato il linguaggio, a tratti ostile, e non sempre di facile comprensione, il che mi ha portato a rallentare la lettura. Ritengo, comunque, che sia una storia ricca di contenuti significativi e degna di essere affrontata.


Chocolate And Books



Commenti

  1. Ciao, conosco il romanzo, ma non l'ho letto e prima o poi rimedierò ;-)

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    1. Merita davvero tanto per la storia che narra, anche se il mio impatto con l'autore non è stato idilliaco ;)

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  2. Ho letto il romanzo molti anni fa,ho trovato interessanti proprio quei riferimenti all'Italia degli anni 30 a cui tu fai riferimento. Un saluto :)

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    1. Anche a me sono piaciuti molto, anche perchè molto dettagliati, presumo siano in parte autobiografici ;)

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