20 feb 2017

Recensione | "I giorni del silenzio" di Paula Treick DeBoard

Buon pomeriggio lettori :)
Buon inizio settimana.. io comincio carica e spero di portarmi questa carica fino al weekend ;) Intanto oggi vi parlo di un libro che ho terminato di leggere pochi giorni fa, si tratta di una novità appena pubblicata da HarperCollins Italia, che mi ha gentilmente omaggiata di una copia digitale.

Il libro in questione è "I giorni del silenzio" di Paula Treick DeBoard.



I giorni del silenzio
Paula Treick DeBoard

Editore: HarperCollins Italia
€ 16,00; pag. 336








Ho richiesto questo libro alla casa editrice HarperCollins non appena ho letto la sinossi, l’ho trovata molto intrigante e avevo davvero voglia di un bel thriller. La copia digitale non ha tardato ad arrivare, ringrazio ancora la HarperCollins per la disponibilità, così mi sono immersa in questa lettura, convinta di trovarmi dentro una storia ricca di colpi di scena o comunque pregna dei tipici tratti del genere. In realtà la narrazione è stata ben diversa da quella che mi aspettavo, infatti l’autrice ha deciso di focalizzare l’attenzione non sulla vittima, bensì sul “presunto” colpevole, l’assassino. Un punto di vista insolito, che porta a vedere i fatti in maniera totalmente diversa rispetto a quando ci si immedesima nel dolore dei familiari o addirittura nella vittima.

Tuttavia a raccontare la vicenda non è nemmeno il colpevole, ma la sorella minore di quest’ultimo che narra i fatti accaduti sedici anni prima, nella primavera del 1995, primavera che ha sconvolto totalmente la pace e la serenità che caratterizzava la sua famiglia. Mi è piaciuta un sacco la voce narrante, entrare nella mente di una bambina di nove anni che cerca di capire e analizzare i tragici eventi che si ripercuotono sul fratello, e di conseguenza sul resto della famiglia, accusato di “omicidio”, in quanto ultima persona ad aver visto la fidanzata Stacy, la ragazza più popolare dell’intera cittadina. Vedremo come cambia la vita di chi viene accusato, seppure in maniera informale, e con lui la vita di tutti coloro che lo circondano. La famiglia, ben voluta da tutti, diventa all’improvviso feccia, gente da scartare e anzi capro espiatorio su cui riversare la rabbia e la paura che genera la scomparsa di un’adolescente.

Eppure nessuna prova incastra Johnny, e nessuno, nemmeno la sua famiglia, prova a capire il suo dolore, la sua angoscia, il suo senso di colpa. Io non ho mai creduto che il colpevole fosse davvero lui, ma il dubbio si insinua facilmente quando a dubitare sono gli stessi parenti che conoscono il protagonista meglio di chiunque altro.
Mi è piaciuto molto questo romanzo, proprio perché per una volta mi sono ritrovata ad interpretare i fatti dal punto di vista dei "cattivi" e con loro ho vissuto il dramma della stigmatizzazione che colpisce chi viene additato come colpevole e che effettivamente porta a sentirsi colpevoli nonostante si è innocenti. Non ho apprezzato in maniera particolare il finale, che avevo previsto, e che comunque si è dissolto in breve pagine non lasciando assaporare appieno il gusto della vittoria e del riscatto.

Una lettura piacevole, lontana dai soliti thriller, più intenta a scavare l’animo umano nelle sue mille incertezze ed emozioni contrastanti, in bilico tra il dubbio e la fiducia, la giustizia e l’affetto. Il riscatto finale che vince su tutto.


Alla prossima ;)



3 commenti:

  1. Avevo adocchiato anche io questo titolo, in genere i thriller di questo tipo mi piacciono, ma non ne ho mai letti narrati da un punto di vista così insolito.

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    1. E' scritto molto bene e cattura parecchio :)

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  2. Non sono in periodo thriller, ma sto cercando una lettura dal punto di vista dei cattivi...Vedremo, sembra accattivante!

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