Recensione "Miracolo in una notte d'inverno" di Marko Leino

Titolo: Miracolo in una notte d'inverno
Autore: Marko Leino
Anno: 2012
Editore: Feltrinelli
Prezzo: 14,00 €
Pagine: 268













L'autore.
Marko Leino è nato nel 1967 a Helsinki, dove vive tuttora. Si è cimentato in ogni genere letterario, cominciando a ricevere riconoscimenti fin dai suoi esordi come autore di racconti. In Finlandia e e Germania, il libro è diventato un bestseller.

Trama.
Mentre giocano in riva al mare, due bambini trovano sul fondale una scatola di legno minuziosamente intarsiata, chiusa a chiave, ancora ben conservata. Quando la aprono, con l’aiuto del nonno, vi trovano un antico orologio da taschino e un biglietto ormai scolorito, sul quale è scritto: “Felice Natale, cara piccola Ada. Tuo fratello Nikolas”. Pieno di stupore, il nonno ricorda una sorta di leggenda che aleggia sulla cittadina di Korvajoki, fin dai tempi in cui era un minuscolo villaggio di pescatori: “Immaginate di avere ali immense come quelle di un’aquila, che vi sollevano in aria e trasportano sopra il mare, fino all’isola della famiglia Pukki. Volate con la fantasia...”. Nikolas abita con la famiglia sulla piccolissima isola di fronte alla costa, quando una furiosa tempesta fa naufragare i genitori e la sorellina. Il bambino, che ha solo cinque anni, viene adottato da tutte le famiglie del villaggio e piano piano dimentica la paura, accetta l’amore e scopre nuove fonti di gioia. Ma non dimentica mai l’amata sorellina, finché un giorno, nel villaggio, nasce una nuova bambina di nome Ada, che riesce a provocare in Nikolas un’incredibile trasformazione.

La mia recensione.
Ho conosciuto questo libro grazie al gruppo di lettura "Books, Chocolate and friends", organizzato dal blog Cafè Littéraire Da Muriomu, insieme ad altre lettrice mi sono avventurata in questa lettura condivisa, era la prima volta per me e sono rimasta davvero entusiasta di aver partecipato. E' stato davvero bello poter condividere ogni piccolo pensiero con altre persone, confrontandoci sulle riflessioni che puntualmente la lettura sollevava.
In effetti, per essere un libro rivolto ai bambini o giovani adolescenti, è ricco di punti di riflessione abbastanza profondi, narra la leggenda di Nikolas, meglio noto come il leggendario Babbo Natale. Una figura che noi tutti associamo alla gioia, all'amore, al dono.. ma la storia di Babbo Natale non è solo questa, dietro questo famoso personaggio si nasconde la storia di un bambino che ha vissuto diverse tragedie in vita e ha provato un immenso dolore ma da questo dolore è emersa la voglia di non far soffrire gli altri, la voglia di donare un sorriso ai bimbi, ma anche agli adulti, la notte di Natale, proprio la notte in cui lui ha perso tutto. 
E' stata una storia davvero significativa e profonda, con un forte insegnamento: imparare ad accettare tutto ciò che la vita ci offre, anche le situazioni più drammatiche e cercare di trarre il meglio da tutto, offrire a chi ci sta accanto il nostro amore e la nostra bontà, non scaricare sugli altri la nostra infelicità ma, anzi, cogliere i sentimenti positivi di chi ci circonda per ricavarne gioia e amore. Mi sono molto affezionata al piccolo Nikolas, che la storia ci porta a conoscere dalla sua infanzia fino alla sua vecchiaia, un personaggio sempre positivo che non si può non apprezzare, alcune scelte del protagonista le ho trovate drastiche ma è anche vero che io non ho subito le perdite di Nikolas, per cui non posso sapere come reagirei alle tragedie che lo hanno colpito, in ogni caso è sempre stato buono con tutti, e la sua bontà è la qualità che più ho apprezzato, e forse, anche un pò invidiato. La scrittura è molto semplice e scorrevole, adatta ai più giovani, ho apprezzato particolarmente il fatto che nonostante i numerosi eventi tristi, la storia non diventa mai pesante. Sono rimasta davvero contenta di questa lettura, soprattutto per averla letta finestra per finestra fino ad arrivare alla vigilia del Natale e scoprire la magia pià grande che riguarda questa splendida festività..
Consigliato davvero a tutti, grandi e piccini, da leggere preferibilmente a ridosso del Natale :)

 "Per leggere questo libro non è necessario essere amanti del Natale
e nemmeno credere nella leggenda di Babbo Natale.
Questo libro è per tutti coloro che credono, trecentosessantacinque giorni all'anno,
all'esistenza dell'amore puro."

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Uscite del mese di Gennaio

Buon pomeriggio cari lettori.. Oggi pubblico per la prima volta la rubrica mensile dedicata alle prossime uscite in libreria, relative al mese di Gennaio..

Ovviamente non saranno presenti tutte le uscite di tutte le case editrici esistenti, ma le uscite che incrociano in maniera particolare i miei gusti, o per il genere, o per la trama, la copertina, o perchè conosco l'autore, oppure perchè ho tanto sentito parlare del libro in uscita..

Cominciamo subito con l'elenco dei libri che troverete in libreria nel mese di Gennaio :)


In uscita il 4 Gennaio

Editore: Newton Compton
Prezzo di copertina: 10,20 €
Formato kindle: 2,99 €
Numero pagine: 316





In uscita il 4 Gennaio

Editore: Longaresi
Prezzo di copertina: 19,94 €
Formato kindle: 9,99 €
Numero pagine: 420





In uscita il 14 Gennaio

Editore: Corbaccio
Prezzo di copertina: 15,81 €
Formato Kindle: 9,99 €
Numero pagine: 500





In uscita il 4 Gennaio

Editore: Newton Compton
Prezzo di copertina: 8,42 €
Formato Kindle: 4,99 €
Numero pagine: 288





In uscita il 4 Gennaio

Editore: Newton Compton
Prezzo di copertina: 4,90 €
Formato Kindle: 4,99 €
Numero pagine: 320





In uscita il 12 Gennaio

Editore: Mondadori
Prezzo di copertina: 16,58 €
Formato Kindle: 9,99 €
Numero pagine: 480





Queste sono le uscite del mese di Gennaio che più mi intrigano..
Fatemi sapere se siete interessate a qualcuno di questi libri o se già li conoscete, o conoscete gli autori. Aggiornatemi anche sulle prossime uscite che state tenendo d'occhio voi ;)

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Citazione della settimana

Buon giorno e ben ritrovati cari amici lettori.. 
Rieccomi dopo questi infiniti giorni di festa, cerco di riprendermi qualche giorno prima del botto di fine anno, Capodanno :D
Spero che abbiate passato queste feste nel migliore dei modi, io non mi posso lamentare, è andato tutto a meraviglia :)

Eccoci alla rubrica settimanale "la citazione della settimana". Questa settimana ho voluto scegliere una frase dedicata all'amore perchè proprio ieri i miei nonni hanno raggiunto un meraviglioso traguardo, il 50° anniversario di Matrimonio, quindi per celebrare questo importante evento ho scelto una frase tratta dal libro "Molto forte incredibilmente vicino" che ho letto qualche mese fa e recensito sul blog (qui la recensione

Questa frase per me è una delle più belle mai lette e, penso, rappresenti il forte desiderio di amare qualcuno. Per questo motivo la dedico ai miei nonni e che il loro amore possa durare altri 50 anni :)


"Avrei voluto dire a tutti: è mio. Volevo alzarmi in piedi e gridare: questa persona meravigliosa è mia. Mia! Mentre ti guardavo ero così orgogliosa e così triste. Quando ti guardavo la mia vita aveva un senso. Anche le cose brutte avevano un senso, perchè erano necessarie a renderti possibile."



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Buon Natale


Buon pomeriggio cari lettori... Ormai siamo alle porte del Natale, oggi la vigilia :)
Come passerete le feste natalizie? Io con la mia famiglia e, come tradizione, super giocata a carte notturna.. E poi, domani di nuovo in famiglia, con l'apertura dei regali! 
Spero di trovare qualche libro sotto l'alberello.. un pò come tutte voi, credo *_*

Bene amici lettori.. oggi sarà una giornata ricca di impegni, per cui non mi dilungo, volevo solo salutarvi e farvi i migliori auguri di Buon Natale :) Non credo che nei prossimi giorni sarò molto attiva sul blog, tra feste, mangiate, arrivo di parenti e per concludere super festeggiamento domenica per il 50° anniversario di matrimonio dei miei nonni <3 

Quindi, dolcissimi lettori, vi auguro il meglio per queste giornate di festa, dedicate al Natale, vi auguro di passarle gioiosamente, con le vostre famiglie, amici, e parenti e mi auguro che la serenità sia sempre nei vostri cuori, non solo per Natale, ma sempre... :)



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Recensione "Il tredicesimo dono" di Joanne Huist Smith

Titolo: Il tredicesimo dono
Autore: Joanne Huist Smith
Anno: 2014
Editore: Garzanti
Prezzo: 12,67 €
Pagine: 163













Trama.
"Mamma, abbiamo perso l'autobus." È la mattina di un freddo e grigio 13 dicembre, e Joanne viene svegliata improvvisamente dai suoi tre figli in tremendo ritardo per la scuola. Ancora non sanno che quel giorno la loro vita sta per cambiare per sempre. Mentre di corsa escono di casa, qualcosa li blocca d'un tratto sulla porta: all'ingresso, con un grande fiocco, una splendida stella di Natale. Chi può averla portata lì? Il bigliettino che l'accompagna è firmato, misteriosamente, "I vostri cari amici". Mancano tredici giorni a Natale, e Joanne distrattamente passa oltre: è ancora recente la morte di Rick, suo marito, e vorrebbe solo che queste feste passassero il prima possibile. Troppi i ricordi, troppo il dolore. Ma giorno dopo giorno altri regali continuano ad arrivare puntualmente, e mai nessun indizio su chi possa essere il benefattore. La diffidenza di Joanne diventa prima curiosità, poi stupore nel vedere i suoi figli riprendere a ridere, a giocare, a divertirsi insieme. Sembra quasi che stiano tornando a essere una vera famiglia. E il mattino di Natale, mentre li guarda finalmente felici scartare i loro regali sotto l'albero addobbato, Joanne scopre il più prezioso e magico dei doni. Quello di cui non vorrà mai più fare a meno, e il cui segreto ha scelto di condividere con i suoi lettori...

La mia recensione.
Già dalle prime parole contenute nella prefazione ho provato commozione. Conoscevo la trama del libro perchè ho letto diverse recensioni, quindi sapevo a cosa andavo incontro leggendo questa storia ma non avrei immaginato di emozionarmi già dalle prime righe. La storia di una donna che perde l'amore della sua vita e si trova sola, perduta, in un mondo che non immagina possibile senza il suo Rick, a crescere i loro tre figli e a pochi giorni dal Natale. Una storia vera, il che ha reso tutta la lettura più intensa, perchè immaginavo questa donna affrontare tutto quello che è riuscita poi a trascrivere e non ho potuto non provare empatia con lei, con le sue emozioni, con i suoi dolori, i sensi di colpa, la rinascita della gioia. Jo, la protagonista, a distanza di pochi mesi dalla morte del marito non ha ancora accettato il lutto, e chi al suo posto riuscirebbe ad accettare una cosa del genere? Non riesce a guardare in faccia la realtà, la decadenza in cui sta versando la sua famiglia, fino a poco tempo prima, perfetta. Una famiglia in cui regnava amore, solidarietà, gioia, tutto questo viene a mancare insieme a Rick. Jo, non riesce a confrontarsi con i propri figli, non riesce a condividere il suo dolore con loro e nemmeno più la gioia di un sorriso, tutto questo è aggravato dall'arrivo delle feste natalizie, che si sa portano sempre un pò di malinconia. Il primo Natale senza Rick, Jo non se la sente di affrontarlo, di festeggiarlo e fa di tutto per rimandare i preparativi. Ma qualcosa cambierà presto, l'arrivo di dodici doni misteriosi e da sconosciuti, farà in modo che l'intera famiglia possa riavvicinarsi, che Jo si renda conto dell'errore che sta commettendo, trascurando i suoi bambini per chiudersi in se stessa, negare la gioia del Natale alla piccola Megan, non capire la sofferenza di Nick, che ha assistito alla morte del padre, non affrontare insieme a Ben la tragica scomparsa del suo eroe. Jo, capirà che la sua vita può continuare perchè non è sola, si renderà presto conto che i suoi figli hanno bisogno di lei e lei di loro, i suoi parenti e i loro amici non l'hanno abbandonata.. e poi ci sono loro: i loro "veri amici", questi sconosciuti che puntualmente ogni giorno lasciano un dono davanti la casa della famiglia Smith solo per il semplice gesto di donare senza nulla ricevere in cambio. Il loro dono non è altro che la dimostrazione che un semplice gesto puà riportare l'amore e la felicità in una famiglia distrutta. Questo è quello che capirà la nostra Jo, il tredicesimo giorno, capirà che il tredicesimo dono è proprio la capacità di donare, non cose materiali, ma l'affetto, la speranza, la gioia, dimostrare agli altri, anche a sconosciuti che si può uscire anche dalle situazioni più difficili, si può superare il dolore, lo si può fare proprio donando questi sentimenti. 
Questa storia per me è stata fonte di ispirazione, mi ha veramente commossa sapere che esistono persone, "i benefattori", che compiono questi gesti solo per aiutare le famiglie in difficoltà, mi ha commossa la bontà di queste persone. Mi ha fatto riflettere su me stessa, sul fatto che mi piacerebbe fare qualcosa di buono per gli altri, per capire cosa si prova, la gioia che ne deriva, semplicemente vedendo un sorriso apparire sulle labbra di chi sta soffrendo. Vorrei prendere esempio dai benefattori per fare più bene a chi mi circonda. Questo libro mi ha davvero fatto venire voglia di essere una persona buona e generosa. Spero davvero di riuscire nella mia vita a fare anche solo la metà del bene che ho letto in questa storia. Ho amato moltissimo i flashback di Jo sulla sua vita insieme al marito, ogni piccolo racconto del passato mi ha fatta sorridere e scendere una lacrima, ho apprezzato tantissimo le storie raccontate dagli sconosciuti incontrati per caso in questi tredici giorni da Jo, storie di dolore e amore che l'hanno aiutata ad aprire il suo cuore alla speranza, speranza che un giorno il dolore si attenuerà. La scrittura è stata semplice, scorrevole e dolce. La piccola Megan è stata la mia preferita, una bimba piccola pronta ad aiutare l'intera famiglia a sopravvivere al lutto, anche se tutti i protagonisti di questa storia mi sono piaciuti, mi è piaciuto il loro modo di ritornare alla vita che hanno la fortuna di vivere ancora. E anche se, purtroppo, non era più con noi, ho amato anche Rick, il marito e il padre che tutti vorrebbero, gioioso, amante della vita, affettuoso, divertente e innamorato. L'ho sentito vicino attraverso i racconti di Jo. 
Consiglio veramente la lettura di questo a libro, a tutti, a chi sta soffrendo, a chi è infelice ma anche a chi ha tutto dalla vita.. leggete questo libro, non solo a Natale, ma sempre.. e leggetelo anche a chi vi sta accanto.. Se ne trarrà un insegnamento forte e bello, che fa bene al cuore di ognuno di noi.

"Come si fa a ringraziare persone che sono state vicine ai tuoi figli nel peggior Natale della loro vita? 
Otto giorni fa, vedevo tutto diversamente.
Pensavo che fossimo soli. Oggi so che siamo circondati da veri amici.
La bontà dimostrata alla mia famiglia mi ha sopraffatto.
Tutti i Natali butto qualche moneta nei salvadanai dell'Esercito della salvezza, ma non ho mai fatto granchè per aiutare qualcuno. Non sono una cattiva persona; solo non ho mai pensato a cosa volesse dire essere buona.
Si può definire dono un gesto che non costa nulla? Adesso credo di no."

Cari lettori la mia recensione termina qua. Spero vi sia piaciuta e soprattutto, per chi ancora non l'avesse letto, spero di avervi incuriositi almeno un pò, perchè è un libro che davvero vale la pena leggere. A presto!

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Citazione della settimana

Buon giorno cari lettori. Ormai siamo a pochissimi giorni dal Natale per cui è facile intuire la citazione che ci accompagnerà per tutta la settimana.

Ho scelto un brano tratto dal noto "Canto di Natale" di Charles Dickens, che ho letto proprio pochi giorni fa e recensito sul blog.

Inutile, continuare a dilungarmi sul libro visto che ne ho parlato abbondantemente nella recensione e comunque so già che voi tutti lo conoscete, probabilmente sarà scontata anche la citazione da me scelta ma non riuscivo a trovare brano più adatto per questa settimana, e poi fa sempre piacere leggere queste poche righe che, a mio avviso, racchiudono lo spirito del Natale.






"Ma sono sicuro di aver sempre pensato al Natale, quando si avvicina, come a un giorno felice, un giorno di allegria, di bontà, di gentilezza, di indulgenza, di carità, l'unico momento nel lungo corso dell'anno nel quale uomini e donne sembrano disposti ad aprire liberamente i loro cuori, disposti a pensare ai loro inferiori non come a creature di un'altra specie destinate a un altro cammino, ma come a compagni di viaggio, del medesimo viaggio verso la morte. E perciò, zio, benchè non abbia mai portato una briciola d'oro o di argento nelle mie tasche, credo che Natale mi abbia sempre fatto del bene, e sempre me ne farà".


Con questa splendida immagine vi saluto augurandovi una dolce domenica piena di gioia e amore e 
a tutti voi Buone Feste :)

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Recensione "1Q84" di Haruki Murakami

Titolo: 1Q84. Libro 1 e 2. Aprile - Settembre
Autore: Murakami Haruki
Anno: 2013
Edito: Mondolibri
Pagine: 718
Prezzo: 17,00 €













Titolo: 1Q84. Libro 3. Ottobre - Dicembre
Autore: Murakami Haruki
Anno: 2013
Edito: Mondolibri
Pagine: 395
Prezzo: 15,00 €













L'autore.
Murakami Haruki è nato a Tokyo nel 1949 ed è cresciuto a kobe. La sua bibliografia è davvero vasta. Ha vinto numerosi premi , tra cui il Franz Kafka Prize e il Jerusalem Prize. Il suo ultimo romanzo è appena uscito con un titolo davvero interessante "La strana biblioteca".

Trama.
1984, Tokyo. Aomame è bloccata in un taxi nel traffico. L'autista le suggerisce, come unica soluzione per non mancare all'appuntamento che l'aspetta, di uscire dalla tangenziale utilizzando una scala di emergenza, nascosta e poco frequentata. Ma, sibillino, aggiunge di fare attenzione: "Non si lasci ingannare dalle apparenze. La realtà è sempre una sola". Negli stessi giorni Tengo, un giovane aspirante scrittore dotato di buona tecnica ma povero d'ispirazione, riceve uno strano incarico: un editor senza scrupoli gli chiede di riscrivere il romanzo di un'enigmatica diciassettenne così da candidarlo a un premio letterario. Ma "La crisalide d'aria" è un romanzo fantastico tanto ricco di immaginazione quanto sottilmente inquietante: la descrizione della realtà parallela alla nostra e di piccole creature che si nascondono nel corpo umano come parassiti turbano profondamente Tengo. L'incontro con l'autrice non farà che aumentare la sua vertigine: chi è veramente Fukada Eriko? Intanto Aomame (che pure non è certo una ragazza qualsiasi: nella borsetta ha un affilatissimo rompighiaccio con cui deve uccidere un uomo) osserva perplessa il mondo che la circonda: sembra quello di sempre, eppure piccoli, sinistri particolari divergono da quello a cui era abituata. Finché un giorno non vede comparire in cielo una seconda luna e sospetta di essere l'unica persona in grado di attraversare la sottile barriera che divide il 1984 dal 1Q84. Ma capisce anche un'altra cosa: che quella barriera sta per infrangersi.

La mia recensione.
Buon pomeriggio cari lettori. Oggi ho deciso di parlarvi di 1Q84 di Murakami, che ho letto circa due/tre mesi fa. E' una trilogia, poichè i libri sono in tutto tre, nel primo libro però trovate due libri in uno che trattano le vicende dei due protagonisti dal mese di Aprile al mese di Settembre. Il terzo libro è quello conclusivo e percorre i mesi che vanno da Ottobre a Dicembre. In questi mesi ne succedono davvero di tutti i colori ai nostri protagonisti Aomame e Tengo, è davvero difficile parlare di questo libro, che è molto complesso, se dovessi spiegarvi di cosa parla non so se sarei in grado di farlo. Ci sono, infatti, diversi intrecci, tra i protagonisti e le altre figure secondarie della storia, Ma queste vicende sono tutte collegate tra loro e sono legate anche al misterioso, ad eventi inquietanti e addirittura alla possibile presenza di un mondo parallelo. In questa recensione vi parlerò sia del primo libro, sia del libro conclusivo. Il primo volume io l'ho amato, letteralmente, sono sicura che fra tutti i libri che ho letto nel 2015 è il migliore in assoluto, mi ha veramente stregata, il terzo, invece, un pò meno, purtroppo. Era la prima volta che mi approcciavo a questo scrittore dalla fama internazionale e tenevo questi libri in casa da anni, senza mai trovare il tempo o la voglia di iniziarli, perchè da un lato mi attirava tantissimo la trama, ma dall'altro lato quando leggevo i pareri su internet (spesso discordanti) mi "intimorivo" e alla fine rimandavo. Poi un giorno quel libro mi ha chiamata, ma davvero... non so se capita anche a voi, per me è sempre così.. sono sempre i libri che mi scelgono, quando è il momento giusto per leggerli, io lo sento, così mi sono avvicinata alla libreria della mia camera, l'ho aperto, ho iniziato a leggerlo e fine... per me è stata la fine!! Una storia coinvolgente, misteriosa, appassionata, una scrittura come poche finora ho potuto leggere, così fluida, reale, ma al tempo stesso sofisticata, ti porta dentro la storia senza accorgertene e i personaggi sono qualcosa di spettacolare, descritti in maniera esemplare, nelle loro abitudini quotidiane e nei loro sentimenti più profondi, sembra davvero di avere a che fare con persone che si conoscono realmente, talmente sono descritti per bene. Io ancora oggi a distanza di mesi, ritorno a pensare ad Aomame e Tengo, alle loro vicende, alle loro vite e mi piace pensare che forse esistono davvero in un mondo parallelo.

Quello che voglio fare in questa recensione è trasferire ciò che ho scritto su Anobii, appena terminato di leggere il libro, entrambi i libri. Perchè quello è il mio vero pensiero sulla lettura, il commento a caldo, chiamiamolo così, quello che viene dal profondo del cuore. Parlarvene oggi, dopo mesi dalla lettura, sarebbe troppo razionale, doserei le parole, mi esprimerei in maniera diversa, anche perchè con il passare delle settimane ho riflettuto su questa storia ma devo dire che il mio parere non è cambiato, sarei solo un pò più precisa ma meno passionale nel parlarvi di questi libri.
Mi scuso se il linguaggio che ho usato non è molto chiaro, leggendolo mi rendo conto che sono stata un pò confusionaria quando ho scritto questa recensione su Anobii, ma ripeto è il frutto di mille pensieri che uscivano dalla mia testa contemporaneamente, subito dopo aver terminato la lettura.

Ora basta, sto parlando anche troppo, quindi a voi la mia recensione sul libro 1 e 2. Aprile - Settembre di 1Q84:

Avevo questo libro (e il successivo e ultimo) nella libreria da almeno un anno e mezzo, l'ho acquistato perchè ne avevo sentito parlare tantissimo, con commenti assolutamente positivi, ma non so per quale ragione ho sempre rimandato la lettura. Poi circa un mese fa l'ho iniziato, ho letto i primi capitoli ma sentivo che non era ancora arrivato il momento giusto per leggerlo e cosi ho sospeso la lettura ma con il pensiero ci tornavo spesso e quindi dieci giorni fa ho ripreso a leggerlo, che dire.. da quel momento non ho più avuto scampo.. la storia mi ha travolta, i personaggi erano nella mia mente costantemente, anche appena sveglia pensavo a loro, non riuscivo a pensare ad altro che a continuare la lettura per sapere cosa sarebbe successo, quali misteri fossero stati svelati.. basta pensare che l'ho letto in dieci giorni e stiamo parlando di 718 pagine. Questo libro ha tutte le caratteristiche che cercavo, e da tempo non trovavo, nelle ultime letture. La storia è intrisa di mistero e enigmi inquietanti ma sottili, si diventa "fissati" con la storia perchè si vuole capire cosa si nasconde dietro questi misteri, accennati ma mai svelati. I personaggi sono qualcosa di meraviglioso, la loro descrizione è perfetta, le caratteristiche descritte li rendono talmente umani che sembra quasi di conoscerli e non si può non affezionarsi e pensare a loro anche durante i momenti in cui non si legge. Lo stile mi ha colpita tantissimo, il modo in cui sono inseriti piano piano tanti dettagli, il modo in cui si intrecciano le vite dei due protagonisti e come ogni minima cosa sia collegata alla storia principale, nulla è lasciato al caso.. Mi sono sentita veramente parte integrante della narrazione e ancora adesso non riesco a smettere di riflettere e pensare a cosa altro può accadere. E poi sullo sfondo di questa magica e fantasiosa storia c'è l'amore.. una magnifica storia d'amore che non viene raccontata e soprattutto non viene vissuta dai protagonisti, ma c'è.. e si avverte la sua presenza in maniera tangibile, è una storia d'amore pura come non ne esistono e radicata nel cuore dei personaggi senza che loro l'hanno mai vissuta e ti fa credere nella forza dell'amore, perchè è proprio l'amore che tiene in vita i due protagonisti e che li fa andare avanti in questo nuovo mondo inquietante con due lune nel cielo e strani little people che minacciano la loro vita, un mondo in cui sono destinati a non incontrarsi mai ma che riesce in qualche modo a far sapere sia all'uno che all'altra la presenza e l'intensità dell'amore che provano. Ovviamente io tifo per Tengo e Aomame, per il loro amore nato ventanni prima e mai sbocciato. Spero che finalmente riusciranno a trovarsi fisicamente e coronare questo loro amore e ovviamente sono curiosa di sapere cosa davvero sono i little people, cosa nasconde il Sakigake e sono pronta a scoprire la verità di tutti i misteri del nuovo mondo in cui sono stati catapultati i protagonisti, il mondo chiamato 1Q84. Ecco perchè inizierò subito la lettura del terzo libro, sperando che lo stile e la narrazione mantengano alto il livello di interesse e suspense creato nei primi due volumi.

A seguire ho letto il terzo ed ultimo volume, che purtroppo, a mio avviso, non è stato all'altezza dei primi due. A voi la recensione sul libro 3. Ottobre - Dicembre di 1Q84:

C'è ben poco da dire, purtroppo mi aspettavo molto di più vista l'intensità dei primi due libri ma l'ho trovato molto piatto. Gli unici due personaggi che mi sono piaciuti sono stati Ushikawa, che essendo investigatore pensavo fosse stato introdotto per svelarci tutti i misteri della storia tramite le sue ricerche, ma così non è stato, e poi il misterioso esattore della nhk, ma anche quello a un certo punto è scomparso e credo di aver capito il perchè, lasciando comunque un punto di domanda. Aomame e Tengo non hanno fatto nulla di che in questa libro, a parte il capitolo finale, i mille dubbi e misteri introdotti nei primi due libri sono rimasti e anzi a questi se ne sono aggiunti altri, senza, però, dare nessuna risposta. C'è a chi piace questa libera interpretazione nei libri, a me personalmente no, mi piace che mi si vengano spiegati e svelati almeno i misteri più importanti, ma comunque.. lascia molti dubbi aperti, anche il finale stesso. A parte questo, la scrittura è sempre piacevole, le descrizioni dettagliate, i personaggi estremamente reali, per cui il mio voto è nella media, ma mi aspettavo decisamente molto ma molto di più!

Bene cari lettori, questa recensione infinita è giunta al termine. Fatemi sapere cosa ne pensate e se avete letto questi libri. Io leggerà sicuramente altro di questo autore e se avete dei libri suoi da consigliarmi fate pure, sono sempre a caccia di spunti ;)

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Recensione "Canto di Natale" di Charles Dickens

Titolo: Canto di Natale
Autore: Charles Dickens
Prima pubblicazione: 1843
Editore: Mondolibri
Collana: I SempreVerdi







L'autore.
Vissuto in pieno Ottocento, Charles Dickens è stato ed è, tuttora, uno dei romanzieri più importanti e noti di tutti i tempi. Vissuto in Gran Bretagna, con le sue opere, ha denunciato il degrado della società del suo tempo, con storie famose come "Oliver Twist", "David Copperfiel" e i "Libri di Natale", di cui il più noto è proprio "Canto di Natale".

Trama.
Nella gelida notte della vigilia di Natale il vecchio Scrooge, che ha passato tutta la sua vita ad accumulare denaro, riceve la visita terrificante del fantasma del suo socio. Ma è solo l’inizio: ben presto appariranno altri tre spiriti, per trasportarlo in un vorticoso viaggio attraverso il Natale passato, presente e futuro. Un viaggio che metterà Scrooge di fronte a quello che è realmente diventato: un vecchio tirchio, insensibile e odiato da tutti, che ama solo la compagnia della sua cassaforte. Riuscirà la magia del Natale a operare un miracolo sul suo cuore inaridito?

La mia recensione.
Prima pubblicazione della rubrica mensile del blog: recensione di un classico della collana "ISempreVerdi". Cosa potevo scegliere in questo mese, se non una lettura natalizia? Eh già, a pochi giorni dal Natale fa sempre piacere leggere delle storie che parlano dell'umanità, delle storie che parlano della bontà, dei sentimenti, della gioia e l'importanza di avere qualcuno accanto, soprattutto nei giorni di festa... e se queste storie sono ambientate proprio nei giorni di festa, con l'atmosfera calda e festosa che li accompagna, come poter resistere?! In effetti, non mi ero mai avvicinata ad una lettura di questo tipo e sono felice di averlo fatto proprio in questi giorni.. 

Ma adesso, dopo questa lunga premessa veniamo alla recensione, al mio parere su questa splendida favola natalizia.
La storia, infatti, potrebbe essere benissimo considerata una favola di Natale, i presupposti ci sono tutti: fantasia, spiriti, i cattivi, i buoni... ma questa storia è molto più che una semplice favola. Dickens, infatti, tramite questo racconto fantasioso vuole trasmettere molto di più, innanzitutto vuole denunciare il degrado in cui versa la società del tempo in cui vive, tema che sta molto a cuore all'autore, lo possiamo notare in alcuni passaggi in cui descrivere in maniera dettagliata la decadenza di alcune zone della città e delle persone che vi abitano. Ma non è solo questo, la denuncia più grande di Dickens è quella rivolta all'umanità, che in questo caso viene rappresentata dal protagonista Scrooge, un uomo solitario che desidera la compagnia solo dei suoi soldi, avaro e avido, non vuole avere nessun legame o rapporto con nessuno, all'infuori degli affari. Ma qualcosa cambierà nella vita di Scrooge, lui che detesta il Natale perchè lo considera un giorno inutile che sottrae solo tempo al proprio lavoro e odia la gioia che tale festa porta con sè. Questo protagonista, infatti, si troverà a fare i conti con il proprio passato, il proprio presente e il proprio futuro, rappresentati rispettivamente da tre spiriti del Natale che gli si presentano proprio la notte della vigilia per mostrargli gli errori commessi in vita e soprattutto la direzione che la sua vita sta prendendo, L'effetto sarà quello desiderato, poichè Scrooge si renderà davvero conto del suo comportamento meschino e freddo che lo ha portato ad essere un uomo solo e vedendo quale sarà la sua fine, vorrà solo rimediare, con la speranza di avere un futuro migliore. Un futuro in cui le persone lo possano apprezzare e voler bene non per la ricchezza materiale, ma per la ricchezza che risiede nel suo cuore. 
E' una storia che fa riflettere parecchio, perchè se tutti noi avessimo la possibilità di guardare il nostro passato, il nostro presente e il nostro futuro, ci renderemo conto di quelli che sono davvero i nostri comportamenti, i nostri atteggiamenti, il nostro relazionarci con gli altri, e vedremo come con estrema facilità siamo inclini a commettere errori senza nemmeno accorgercene, perchè magari in quell'istante, secondo il nostro giudizio, stiamo agendo in maniera corretta. Solo analizzando per bene ciò che abbiamo in fondo al cuore possiamo agire per il verso giusto, ma è un'impresa troppo difficile, anche per la persona più buona del mondo, perchè più spesso di quanto vogliamo siamo spinti da interessi materiali e l'insegnamento di questo libro è proprio questo: non guardare solo agli aspetti materiali della vita, alla ricchezza, al denaro, ma guardare semplicemente le persone che ci circondano, il bene che ci vogliono e l'affetto che esprimono con i piccoli gesti, perchè questa è la vera ricchezza che ognuno di noi possa mai desiderare. E' quello che accade al signor Scrooge, egli "capirà che un uomo non può vivere chiuso in se stesso, ma deve vivere nel passato, nel presente e nel futuro, diventando un anello della grande catena dell'umanità".
Io ho apprezzato parecchio questo libro, mi ha fatto pensare, effettivamente, alla mia vita, ai possibili errori che involontariamente ho commesso e al modo in cui questi possano influenzare il mio futuro, ma soprattutto mi ha portato a riflettere su come cambiare le cose che non vanno per essere una persona migliore. Poi ho amato, parecchio, l'ambientazione e le relative descrizioni, soprattutto del giorno di Natale con il paese in festa, le bancarelle piene di cibi gustosi, i giochi sulla neve, ho davvero desiderato trovarmi in quel luogo a festeggiare il Natale con  quelle persone allegre. L'aria natalizia che si respira in questo romanzo è davvero contagiosa e mi ha fatto sognare il tanto atteso giorno di Natale. E' vero il pensiero che cita "A Natale siamo tutti più buoni" è quello che accade anche in questa storia. A Natale, abbiamo tutti un pensiero carino verso il prossimo e non capisco perchè questo accade solo a Natale. Forse, passa davvero accanto a noi uno spirito natalizio che  ci spinge ad agire in maniera positiva verso gli altri e accantonare le cattiverie e i litigi. Sarebbe troppo, desiderare che tutto questo accadesse ogni giorno dell'anno?! :)

"Canto di Natale, è insieme, romanzo sociale, racconto gotico, favola commovente, caricaturale e poetica al tempo stesso. Ma la parabola del vecchio Ebenezer Scrooge e della sua conversione è anche, soprattutto, una grande, intatta storia morale - quasi un'allegoria - sulla possibilità di cambiare il proprio destino. E' una riflessione sul posto dell'uomo nel tempo, sull'equilibrio difficile tra il presente, il passato e i futuri possibili." (Prefazione di Gianrico Carofiglio)

"Ma sono sicuro di aver sempre pensato al Natale, quando si avvicina, come a un giorno felice, un giorno di allegria, di bontà, di gentilezza, di indulgenza, di carità, l'unico momento nel lungo corso dell'anno nel quale uomini e donne sembrano disposti ad aprire liberamente i loro cuori, disposti a pensare ai loro inferiori non come a creature di un'altra specie destinate a un altro cammino, ma come a compagni di viaggio, del medesimo viaggio verso la morte. E perciò, zio, benchè non abbia mai portato una briciola d'oro o di argento nelle mie tasche, credo che Natale mi abbia sempre fatto del bene, e sempre me ne farà".

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La citazione della settimana

Per questa settimana ho scelto uno dei miei brani preferiti di questo splendido e celebre classico.

La citazione, infatti, è tratta dal romanzo di George Orwell "1984", pubblicato nel 1949. Un libro distopico, che immagina il futuro ambientato, appunto, nel 1984, ma che tuttora appare estremamente attuale.

La citazione da me scelta, riguarda ancora una volta i libri, devo dire che appena l'ho letta mi sono rivista in queste parole, che poi, è proprio il senso della frase. Ciò che esprimono queste poche righe è ciò che provo io quando leggo i libri, è quello che vorrei dire ma che non riesco a formulare, è uno dei motivi per cui ritengo la lettura necessaria nella mia vita



A voi la citazione:

"Il libro lo affascinava o, per dir meglio, lo rassicurava. In un certo senso non gli raccontava nulla di nuovo, ma proprio questo costituiva parte della sua attrattiva. Diceva quelle cose che avrebbe scritto lui se fosse stato capace di riordinare i frammenti dei suoi pensieri. Era il prodotto di una mente simile alla sua, ma immensamente più poderosa, più sistematica, meno condizionata dalla paura. I libri migliori, pensò, sono quelli che dicono ciò che sapete già"



E voi condividete?

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Shopping di Natale


Buon pomeriggio amici lettori come state? 
Io sono un pò stressata e impegnata, settimana intensa di studio con le ultime prove itinere e poi finalmente potrò godermi un pò di relax, dedicandomi alle mie letture, sicuramente natalizie, e passando qualche giornata a oziare :)

Ma a parte tutto ciò, cosa mi dite del vostro shopping natalizio? 
Avete già iniziato a pensare o comprare i vostri regali di Natale? O tutto ciò che vi servirà per queste feste?
Sono molto curiosa di sapere cosa state regalando ai vostri cari e cosa state regalando a voi stesse, magari prendo anche qualche spunto... 

Io devo dire che sono ancora in alto mare, e non è da me.. Solitamente penso ai regali già a Novembre, quanto meno mi faccio un'idea di cosa regalare ma quest'anno non ho proprio pensato a nulla ancora.. Qualche idea mi sta iniziando a venire negli ultimi giorni e sto cogliendo qualche suggerimento ma devo ammettere di essere poco ispirata. Diciamo che c'è ancora tempo, infatti ho intenzione di far passare la prossima settimana, così da concludere con l'università e poi dedicarmi a tutte le compere natalizie.

Beh, però devo dire che, anche se mi manca l'ispirazione per i regali da fare agli altri, non mi manca per nulla l'ispirazione di autoregalarmi qualcosa.. e cosa mai potrei regalarmi secondo voi?! 
Ma dei libri, ovviamente :) 

Il primo me lo sono regalato l'altro ieri, dopo un esame, mi trovavo a girare per un punto vendita Giunti e l'ho visto..... Un libro un pò datato ma che non avevo ancora letto e desideravo veramente da tanto.. Parlo di "Nessuno sa di noi" di Simona Sparaco, 

E' un libro di cui ho letto e sentito commenti molto positivi e la trama mi attira molto, sarà sicuramente tra le prossime letture.. E voi l'avete già letto? Fatemi sapere cosa ne pensate.

E poi e poi ci sono quelle pause dallo studio che mi rovinano... Perchè se le persone normali durante le pausa dallo studio si accendono la tv, o mangiano qualcosa, o ascoltano un pò di musica, io cosa faccio invece? 
Mi ritrovo a navigare su amazon o libraccio alla ricerca di libri nuovi, vecchi, di ogni tipo e posso finire questa ricerca senza comprare nulla? Certo che no.. e così eccomi qui, dopo essermi fatta un altro regalino natalizio.. Altri due bei libri che sono davvero curiosa di leggere. 


Il primo è nella mia lista dei desideri da tempo immemorabile e finalmente fra poco sarà nella mia libreria. Il secondo è un libro scoperto da poco grazie al mondo della blogosfera, l'ho visto infatti in molte recensioni fra i blog che seguo e non ho potuto resistere.. Lettura natalizia perfetta quindi per il periodo a ridosso dal Natale e poi mi sembra una storia davvero dolce ed emozionante.. Come potevo non regalarmelo?! Non vedo l'ora che arrivino e di sicuro Il tredicesimo dono lo leggerò non appena mi verrà consegnato :D 

Bene amiche e amici, questi sono i regali che mi sono fatta per questo Natale, credo che per quest'anno va bene così. Spero, comunque, di ricevere qualche altro regalo libroso.. eehh perchè i libri non bastano mai :)

E voi quali libri vi siete regalati per questo Natale? E che letture natalizie avete tra le mani o in mente? 

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Recensione "Il Piccolo Principe" di Antoine De Saint-Exupery

Titolo: Il piccolo principe
Autore: Antoine De Saint-Exupery
Editore: Fabbri Centauria
Collana: La biblioteca dei ragazzi















L'autore.
Antoine De Saint-Exupery era un pilota, proprio come l'amico del piccolo principe. Viaggiava sui piccoli aerei per portare la posta da un punto all'altro del Sud America, e viaggiando pensava molto, e dopo aver pensato scriveva. Quando venne la guerra, diventò pilota di guerra. Qualche mese dopo la pubblicazione del "Piccolo Principe", nel luglio del 1944, scomparve in aereo sul Mar Mediterraneo. Ma l'avventura del ragazzino dai capelli d'oro continua.

Trama.
Un aereo in panne nel deserto, un pilota in difficoltà, un principe biondo venuto da lontano, una volpe, una rosa: sono i protagonisti di una vicenda che si legge in un respiro e non si dimentica.

La mia recensione.
Prima uscita della collana "La biblioteca dei ragazzi". Ho deciso di aderire alla collana non appena ho visto la pubblicità e non appena ho visto il titolo della prima uscita "Il Piccolo Principe". Un cult, un piccolo capolavoro della letteratura, che penso tutti almeno una volta nella propria vita hanno letto. In realtà, io ho letto la storia del piccolo principe, quando ero molto piccola, mia sorella me ne regalò una versione illustrata a Natale, quando avevo circa sei anni. Purtroppo negli anni, con i vari traslochi, ho perso quel libro a cui ero molto legata, per cui appena ho visto che usciva in questa collana ho deciso di aderire e così è ritornato tra i miei scaffali, in una versione nuova, più per adulti. L'ho letto la sera stessa in cui ho ricevuto il pacco e penso che leggerlo da grande faccia tutto un altro effetto. A parte che la versione che avevo io era molto ridotta, adattata ai bambini e poi sono del parere che da piccoli non si può cogliere l'immenso significato che contiene questo libriccino che si legge in poche ore. 
Appare come una sorta di favola, ma è molto di più di questo, in realtà è una profonda riflessione sul senso della vita, sull'importanza di creare legami sociali, relazionali e affettivi con gli altri, ma anche sul timore che tali legami possano portare a soffrire, per la perdita a cui si va incontro quando ci si lega a qualcuno. Nonostante questi timori, il libro invita tutti noi a stringere importanti legami d'amore e d'affetto e soprattutto ad investire noi stessi in questi legami e ci insegna che non bisogna soffrire per la mancanza o l'abbandono di qualcuno a cui vogliamo bene, su cui abbiamo investito, perchè comunque quel qualcuno non andrà mai via per sempre, sarà sempre con noi, vivrà sempre nei nostri ricordi. Altro insegnamento importante è quello di non essere superficiali, non guardare alla bellezza delle persone o delle cose solo esteriormente, ma imparare a guardare oltre l'apparenza, dentro le persone e dentro ciò che ci circonda perchè la vera essenza sta in quello che non si può cogliere solo con gli occhi. 
Un libro importante, un libro che bisogna leggere per avere un pò più di consapevolezza su quello che vuol dire amare, credere nei rapporti e nelle persone che ci circondano, non dare nulla per scontato, imparare a guardare con il cuore. Un libro da regalare a chi vogliamo bene, un libro da leggere ai nostri figli. Un libro che racchiude il significato della parola "vivere".

"'Addio', disse la volpe. 'Ecco il mio segreto.
 E' molto semplice: non si vede bene che con il cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi'.
'L'essenziale è invisibile agli occhi,' ripetè il piccolo principe, per ricordarsi."

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Recensione "Molto forte incredibilmente vicino"


Titolo: Molto forte incredibilmente vicino
Autore: Jonathan Safran Foer
Editore: Guanda
Anno: 2005
Pagine: 351
Prezzo: 15,00 €













L'autore.
Jonathan Safran Foer è uno scrittore e saggista statunitense. Ha pubblicato "Ogni cosa è illuminata" (2002), "Molto forte incredibilmente vicino" (2005) e "Tree of Codes" (2010). Oltre questi tre romanzi ha pubblicato diversi racconti e saggi.

Trama.
Il libro interseca sostanzialmente due storie che si alternano: quella di Oskar Schell un ragazzino di nove anni e dei suoi nonni paterni. Oskar ha un dolore incolmabile: ha perso il padre adorato, Thomas Schell, nell'attentato alle torri gemelle dell'11 settembre 2001. Oskar è un ragazzo sveglio stracolmo di creatività, fantasia, sensibilità, curiosità e intraprendenza. Frugando nel ripostiglio del padre, dentro ad un vaso trova una chiave con una scritta: Black. Si mette a cercare tutti i Black di New York per sapere a chi appartenga e cosa apra. Organizza i nomi in un elenco, divisi per quartieri e comincia a far visita ad ognuno di loro. Dopo ricerche ed incontri strani verrà a capo dell'apparente e banale mistero. Più complesso l'intreccio della storia dei nonni. Oskar vive con la madre Linda e la nonna, la madre di Thomas. Il nonno paterno non l'ha mai conosciuto così come Thomas non aveva mai conosciuto suo padre. La nonna di Oskar era emigrata in America dalla Germania poco dopo la fine della seconda guerra mondiale. Qualche mese dopo il trasferimento, camminando per New York aveva incontrato per caso, il fidanzato della sorella Anna morta a Dresda in un bombardamento. L'uomo era rimasto distrutto da quella perdita e aveva smesso di parlare. Comunica solo scrivendo sui diari e mostrando i palmi delle mani su cui ha tatuato le parole "SI" e "NO". La donna gli chiede insistentemente di sposarla. Lui è riluttante ma acconsente stabilendo rigide regole di convivenza e delimitando con delle strisce sul pavimento gli spazi della casa ciascuno destinata ad una precisa funzione. Lei però desidera un bambino e alla fine rimane incinta ma fa di tutto per nasconderlo. Quando costretta dai tempi, glielo comunica, lui non regge e fugge. Ha paura della vita. Ma decenni dopo quando troverà tra l'elenco delle vittime delle torri, il nome del figlio, si ripresenta alla porta della moglie. Lei è turbata ma non lo scaccia, lo costringe però a rimanere in incognito nell'appartamento, come "l'inquilino"e gli fa promettere di non farsi vedere e soprattutto di non farsi riconoscere dal nipote. I due però finiscono casualmente per incontrarsi."La vita è più spaventosa della morte" confesserà in incognito all'ignaro nipote davanti alla bara vuota del figlio, riesumata da entrambi di nascosto una notte, e che riempirà con le centinaia di lettere che gli aveva scritto e mai spedite.

La mia recensione.
Non è semplice parlare di questo libro, non solo per il tema trattato, alquanto doloroso, ma proprio per la struttura tipica del testo. L'autore infatti ha scelto di intrecciare, due storie parallele, che legano i personaggi, ma seguono tempi diversi. Per cui, in alcuni passaggi è difficile seguire la vicenda, ho provato infatti confusione nel capire a chi appartenessero le parole di alcuni capitoli, poi finalmente ho capito che si alternavano le voci dei tre protagonisti: Oskar, la nonna paterna di Oskar e il nonno paterno. Questi ultimi parlano attraverso delle lettere da loro scritte, e raccontano le vicende della loro adolescenza e del modo in cui la vita li ha avvicinati per poi allontanarli e riavvicinarli nel presente. Mentre Oskar, parla nel tempo in cui vive, raccontando le vicende che lo hanno spinto a intraprendere l'avventura che lo lui pensa lo possa portare vicino ad una verità che riguarda il padre ucciso durante l'attentato alle torri gemelle. A parte, la confusione iniziale, una cosa che mi ha particolarmente disturbata sono state le ripetizioni, infatti in molti capitoli si ripetono frasi, racconti, o lettere ricevute da Oskar e non so, ma mi hanno un pò infastidita e purtroppo anche se è una caratteristica del personaggio, mi riferisco al nonno paterno, il suo non parlare mi ha disturbata un pò, quello scrivere incessantemente in ogni spazio libero e il suo comunicare solo in questo modo, l'ho trovato un pò bizzarro, soprattutto il suo non volersi fare aiutare da nessuno, nemmeno dalla compagna scelta per la vita, sua moglie. Anche, se in realtà lui non l'ha mai scelta e mai voluta, ha sempre pensato al suo vero grande amore, Anna. Questa cosa mi ha particolarmente fatta arrabbiare, non avrei mai accettato questo se fossi stata al posto della nonna di Oskar, lei era consapevole del non-amore del marito e l'ha accettato pur di non rimanere sola. Questo è un pò il tratto caratterizzante della storia tra i nonni, entrambi hanno perso le persone più importanti delle loro vite ed entrambi non vogliono affrontarlo da soli, ma andranno comunque incontro ad una solitudine ancora peggiore: lo stare insieme senza stare insieme. Purtroppo questi due protagonisti, a distanza, di decenni si troveranno ad affrontare di nuovo il dolore di perdere qualcuno d'importante a causa di un'altra guerra, una guerra moderna, fatta di attentati, a perdere la vita sarà il figlio dei due, il padre di Oskar. La tragedia porterà ad un cambiamento nella vita dei due nonni che forse, piano piano, ritroveranno il modo di stare vicini. I loro racconti epistolari, sono la cosa che più mi ha rapita, il modo in cui l'autore racconta i loro dolori, il loro assurdo modo di affrontare la perdita, il loro modo di stare e non stare insieme, nonostante io non approvo, è toccante, l'autore ha usato parole che mi hanno attraversata dentro e sconvolta, ho provato dolore e amore insieme a loro. Il racconto dell'attacco alle loro famiglie a Dredsa è stato uno dei tratti che mi hanno più ferita. 
E veniamo ad Oskar, questo bimbo stravagante e estremamente intelligente che si trova a perdere la persona più cara della sua vita, il padre. Il suo grande rimpianto: non essere riuscito a dire al padre quanto bene gli volesse. Anche il suo modo di affrontare questo dolore è molto elaborato, le sue mille paranoie, fobie e il suo farsi del male da solo mi hanno fatto stare male per lui. Ma la sua intelligenza e creatività lo porterà molto lontano, lo porterà ad affrontare un'avventura pazzesca, accompagnato dallo stravagante personaggio di Mr. Black si troverà a viaggiare per i distretti di New York alla ricerca di una verità che lo porti a conoscere qualcosa in più del suo papà. Il modo in cui Oskar ricorda il padre mi ha molto commossa, il suo amore incondizionato e il suo non voler allontanare il ricordo del papà ancora in vita è la cosa che mi è piaciuta di più. Mi sono sentita molto vicina al personaggio di Oskar, anche io mi ritrovo spesso a fare i suoi stessi pensieri e "invenzioni" sulle possibili catastrofi che potrebbero capitare a me o a chi mi sta accanto, ma per fortuna Oskar troverà il modo di affrontare diversamente il suo dolore e in qualche modo accettarlo, il finale è stato davvero commovente. 
Nonostante, non mi sia piaciuto molto il modo in cui l'autore ha deciso di strutturare le diverse vicende perchè, come dicevo, l'ho trovato confusionario, siamo davanti ad un libro davvero emozionante, sotto diversi punti di vista, ti farà provare dolore, ma tanto, ti farà commuovere, ti farà arrabbiare, ti farà provare tanta tenerezza, ti farà sorridere, ti farà piangere, purtroppo non ti darà il sollievo del lieto fine, perchè purtroppo nessuno potrà riportare in vita il padre di Oskar, ma ti farà capire che i modi per superare una perdita esistono e sono spesso proprio davanti ai nostri occhi. Perchè non ci sono solo le persone che si perdono, ci sono soprattutto le persone che "rimangono"ed è a queste che bisogna aggrapparsi perchè anche queste persone stanno provando lo stesso dolore e solo insieme lo si può superare. L'insegnamento che ho tratto da questo libro è l'importanza di dire "ti voglio bene" alle persone finchè sono vita, finchè abbiamo la possibilità di farlo. E farlo subito, perchè non sempre, e non per tutti, ci sono altre possibilità. A volte, non c'è un domani.

"Non le avevo mai detto quanto le volevo bene. Era mia sorella. Dormivamo nello stesso letto. Non era mai il momento giusto per dirlo. Non era mai necessario. Pensai di svegliarla. Ma non era necessario. Ci sarebbero state altre notti. E come si fa a dire ti voglio bene a una persona a cui vuoi bene? Mi voltai su un fianco e mi addormentai vicino a lei. 
Ecco il senso di tutto quello che ho cercato di dirti Oskar. E' sempre necessario. Ti voglio bene. La nonna."


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La citazione della settimana

La citazione che ho scelto per questa prima settimana, penso sia una delle più belle e che accomuna tutti noi lettori.


Risale al 1346 circa, appartiene a Petrarca, egli scrisse una lettera ad un lontano parente fiorentino, Giovanni dell'Incisa, nella quale parla del suo costante e fervente desiderio di ingrandire la propria biblioteca e chiede l'aiuto di Giovanni.





Vi inserisco parte del brano perchè lo trovo davvero bello, e lo sento molto mio... Sono sicura che in molti sanno di cosa parlo ;)

"Sono posseduto da una passione inesauribile che finora non ho potuto nè voluto frenare... non riesco a saziarmi di libri. 
Può darsi che io ne abbia più del necessario; ma succede con i libri quel che succede con le altre cose: il riuscire a ottenere quel che si cerca stimola ulteriormente l'avidità. 
E in verità c'è un fascino tutto particolare nei libri: l'oro, l'argento, le pietre preziose, le vesti purpuree... tutti gli altri beni di tal genere sono solo un piacere muto e superficiale; i libri ci danno un godimento intimo, parlano con noi e ci danno consigli e si congiungono a noi con una familiarità per così dire viva e loquace.."



E voi cosa ne pensate? Vi rivedete nelle parole del grande Petrarca?

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Recensione "L'ospite" di Sarah Waters


Titolo: L'ospite
Autore: Sarah Waters
Editore: Tea
Anno: 2011
Pagine: 532
Prezzo: 8,50 €













L'autore.
Sarah Waters, nata nel 1966, è una scrittrice gallese, nota per i suoi romanzi ambientati nell'epoca vittoriana. Tratta temi particolari, come l'omosessualità femminile, presente in romanzi come "Ladra" e "Carezze di velluto".  È stata considerata tra i finalisti del Booker Prize per tre volte.

Trama.
Hundreds Hall, l'antica dimora di campagna della famiglia Ayres: varcarne i cancelli dopo trent'anni è un momento di grande trepidazione per il dottor Faraday, lui che ancora bambino, nel lontano 1919, ne aveva ammirato con occhi sgranati lo sfarzo e lo splendore. Quel passato, tuttavia, è ormai un vago ricordo: i suoi abitanti - la vedova del Colonnello Ayres e i figli Roderick e Caroline - sono, infatti, impegnati in una disperata battaglia per salvare dalla rovina se stessi e la casa. Ma proprio quest'ultima sembra gettare le ombre più funeste sul futuro: stanze che di colpo diventano trappole, pareti da cui emergono sussurri malevoli e segni inquietanti, un devastante incendio notturno... chi, o che cosa, c'è dietro questi eventi? Quale mistero grava sul destino degli Ayres? Ma, soprattutto, fino a che punto si spingerà la minaccia?

La mia recensione.
La storia comincia con una parentesi di trent'anni prima, quando nel 1919, il protagonista, ancora bambino, si reca ad Hundres Hall per una delle tante cerimonie tenute dalla famiglia Ayres. Il protagonista è il figlio di una delle bambinaie della casa e si ritrova ad ammirare questa lussuosa dimora, ricca di sfarzo in ogni decorazione e angolo della casa, la famiglia stessa viene descritta come una delle famiglie più nobili e ricche del luogo. Il bambino, incuriosito da questa lussuosa dimora, si nasconde dietro le grandi tende, per curiosare il più possibile la villa e i suoi abitanti, è chiaro fin da subito l'attrazione del protagonista per questa dimora. Superata questa parentesi, ritroviamo il nostro protagonista, ormai quarantenne, diventato medico, il dottor Faraday, che per uno strano caso del destino si ritrova a varcare la soglia di quell'antica dimora. Viene, infatti, chiamato, in sostituzione del medico della famiglia Ayres, a visitare la domestica di casa, Betty. Il dottor Faraday giunge alla dimora e stenta a riconoscerla, il lusso e lo sfarzo è ormai un lontano ricordo, la casa appare in rovina, gli immensi giardini che circondavano la casa sono stati sostituiti da erbacce e campi secchi, entrando dentro la villa la situazione è anche peggio, il dottor Faraday rimane sconcertato dal cambiamento di quella dimora sfarzosa, ormai ridotta al nulla, senza nemmeno la possibilità di godere dei servizi necessari come luce e riscaldamento. Ma non è solo la dimora ad apparire in rovina, ma anche la famiglia Ayres, anche questa infatti non è come Faraday ricorda, i superstiti sono la moglie del Colonello Ayres, e  i suoi due figli, Roderick e Caroline. Ma non sono i bambini che lui ha visto trent'anni prima, perchè al momento non erano nati, ma era invece sua coetanea la primogenita della famiglia Ayres, Susan, che però ha perso la vita a causa di una malattia. La descrizione della decadenza della casa va di pari passo alla descrizione della decadenza della famiglia. Una famiglia che tenta ancora di vivere come trentanni addietro, nonostante fuori da quella dimora la società si è evoluta e il cambiamento sta portando via con sè i titoli nobiliari che appartenevano ai vecchi tempi, ormai la borghesia prende il sopravvento ma pare che i nobili di casa Ayres non vogliano accettare tutto ciò, in particolare la signora Ayres, lo si può notare dal suo abbigliamento e dall'accanimento a voler tenere una domestica in casa, nonostante mancano le possibilità materiali per farlo. Piano piano, il dottor Faraday entrerà sempre più a far parte della famiglia, con la scusa di fare una speciale terapia a Roderick, rimasto ferito durante la guerra. Diventa molto amico anche di Caroline e presto lo vedremo essere protagonista delle vicende che cominciano a verificarsi in casa. Strani incidenti, iniziano ad accadere, colpiscono ad uno ad uno ogni membro della casa, vedremo alternarsi supposizioni di carattere sovrannaturale a supposizioni di carattere razionale. Infatti, l'autrice, presenta da un lato il punto di vista dei membri della casa, vittime di qualcosa di malvagio che sembra avercela con loro, e il punto di vista del dottore, assolutamente di tipo razionale, il quale, dopo essersi confidato e confrontato con un collega, arriva a pensare che tutto ciò che accade all'interno della villa sia frutto di un istinto sessuale represso di Caroline, la quale cerca invece risposte negli antichi libri di spiriti che trova nella libreria della casa. Insomma non mancheranno punti di riflessione e vi ritroverete ad analizzare ogni vicenda accaduta da entrambi i punti di vista, perchè per ogni pensiero sovrannaturale il dottor Faraday riesce a fornire una spiegazione razionale, che smonta tutto, portando i protagonisti e noi ad un punto di non ritorno. Io non posso raccontare nulla di più, ma il finale lascia molto in sospeso. Anche qui troviamo l'opposizione di razionale e sovrannaturale e l'autrice non ci fornisce una risposta ai mille dubbi che ci ritroveremo ad avere in mente, ma lascia un finale aperto e libero alle nostre interpretazioni. Io una mia idea me la sono fatta, e voi?! 

La storia mi è molto piaciuta, soprattutto per il fatto che l'autrice, attraverso il suo modo di raccontare, riesce a metterti in testa un'idea e subito dopo cancellarla con una spiegazione del tutto opposta. Si tratta del contrasto di sovrannaturale e razionale, di cui ho parlato sopra, che caratterizza tutto il libro. L'ambientazione è assolutamente stupenda, viene descritto tutto in ogni minimo dettaglio, le descrizioni della dimora, prima e dopo, sono molto accurate e si percepisce il cambiamento che ha travolto la casa. Nel descrivere le diverse situazioni che vedranno i nostri protagonisti vittime di una forza oscura, la Waters è capacissima. Alcune scene mi hanno particolarmente impressionata, soprattutto la vicenda che riguarda la Signora Ayres e ovviamente il finale, che non sospettavo minimamente e mi ha lasciata davvero senza fiato. Ma pare, che anche a questo finale, dovremmo dare noi un'interpretazione perchè l'autrice ci lascia con un dubbio immenso quanto tutta la storia. Io penso di essere più propensa per una spiegazione razionale, soprattutto per quello che riguarda il finale, ma mi piace pensare che non tutto quello che è accaduto in casa ha una spiegazione razionale, io penso che una forza oscura si sia davvero impossessata della casa portando alla rovina tutto e tutti. Se devo trovare un difetto a questo libro, però, sono proprio le descrizioni, si  ok sono perfette e dettagliate, ma per i miei gusti un pò troppo, ogni descrizione infatti è lunga una pagina intera e questa non è una cosa che amo particolarmente, perchè rendono il libro un pò noioso in alcuni tratti, nonostante il linguaggio usato sia semplice e scorrevole. Il mio giudizio finale è comunque positivo, è un genere di lettura che desideravo affrontare da tempo e direi che come inizio non è stato affatto male.

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Recensione "La strada verso casa" di Fabio Volo

Titolo: La strada verso casa
Autore: Fabio Volo
Editore: Mondadori
Anno: 2013
Pagine: 315
Prezzo: 15,30 €






L'autore.
Fabio Volo è scrittore, attore, conduttore televisivo e radiofonico. Ha pubblicato con Mondadori ben sette libri, a partire dal 2001 e a Novembre è uscito l'ultimo romanzo "E' tutta vita".

Trama.
Marco non ha mai scelto, perché ha paura che una scelta escluda tutte le altre. Non ha mai dato retta a nessuno, solo a se stesso. Sembra dire a tutti: amatemi pure, ma tenetevi lontani. Andrea, suo fratello maggiore, ha deciso da subito come doveva essere la sua vita, ha sempre fatto le cose come andavano fatte. È sposato con Daniela, una donna sobria ed elegante. Insieme avrebbero potuto essere perfetti. Marco invece ha molte donne, e Isabella. Lei è stata la sua prima fidanzata. Con lei ha passato quelle notti di magia in cui la bellezza dilata il tempo e la felicità strappa le promesse. Ma neanche con lei è mai riuscito a decidersi, a capire che la libertà non è per forza mancanza di responsabilità. E così continua a vivere in folle, senza mai mettere una marcia, fare una scelta. Se non che a volte la vita che hai sempre tenuto sotto controllo inizia a cadere a pezzi. Il nuovo romanzo di Fabio Volo racconta la storia di due fratelli che gli eventi costringono ad avvicinarsi, a capirsi di nuovo. E di un inconfessabile segreto di famiglia che li segue come un fantasma. Racconta una grande e tormentata storia d'amore che attraversa gli anni, e come tutte le grandi storie d'amore ha a che fare con le cose splendide e con quelle terribili della vita. Racconta il dolore che piega in due e la felicità che fa cantare inventandosi le parole. Ci fa ridere, commuovere, emozionare.

La mia recensione.
La vicenda è suddivisa in capitoli in cui si alternano le vite dei due protagonisti, due fratelli, Marco e Andrea. La storia inizia quando i due fratelli sono ancora degli adolescenti, già dal primo capitolo evince l'enorme differenza di personalità dei due protagonisti, opposti in tutto e per tutto: nei gusti musicali, nei voti scolastici, nel carattere e soprattutto nel modo di affrontare le difficoltà della vita perchè purtroppo una tragedia si scaglia contro questa famiglia, cioè la malattia della madre. I due fratelli reagiscono a questa situazione in maniera del tutto opposta: Andrea, il maggiore, troverà nella camera della madre malata il suo rifugio preferito, è lì che tutti i pomeriggi si reca per fare i compiti e tenere compagnia alla madre, ed è anche il suo modo per passare più tempo possibile con lei. Marco, il fratello minore, al contrario non riuscirà più a comportarsi in egual maniera con la madre, limitando sempre più il suo tempo in casa, lontano dai problemi e lontano dalla malattia. Il rimpianto di non aver voluto vedere la madre in fin di vita lo accompagnerà per tutta la vita. Dopo questa breve parentesi che riguarda la malattia della madre e il cambiamento della vita familiare, ritroviamo i due fratelli ormai adulti, Andrea sposato con Daniela, ma ad un passo dalla fine del loro matrimonio, e Marco lontano da Roma e da tutta la sua vita precedente, lo ritroviamo infatti a capo di un ristorante a Londra. Ma in questa storia c'è un altro personaggio fondamentale, il padre, che farà riavvicinare i due fratelli, poichè si troveranno nuovamente ad affrontare una tragedia familiare, la malattia del padre. Il padre è un personaggio particolare in questa storia, non ha mai accettato la morte della moglie e ha riversato tutto il suo dolore sui suoi figli, trasmettendo loro la sensazione di non provare alcun affetto nei loro confronti. Sarà dura per Andrea e Marco, prendersi cura del padre, sarà dura soprattutto farlo insieme, loro che da grandi saranno ancora più diversi che da adolescenti, ma piano piano si scopriranno molto più vicini di quanto non credano. Altra figura principale sarà Isabella, l'ex fidanzata di Marco, la sola che lui abbia mai amato in vita sua e per la quale forse in fondo ha sempre provato amore, nonostante le sue continue avventure. Con il suo ritorno a Roma, infatti, vedremo Marco incontrare Isabella, scopriremo che i due non hanno fatto altro che perdersi e incontrarsi da tutta una vita, e chissà che questa sarà la volta giusta per rimanere insieme! Il problema fra i due è il carattere di Marco, il suo non volersi impegnare mai, non avere responsabilità, soprattutto non essere responsabile del dolore di chi gli sta accanto. L'opposto del fratello che trova la sua ragione di vita proprio nelle responsabilità e nell'impegno. Ma i due, smusseranno i loro caratteri e riscopriranno un pò dell'altro in sè stessi, migliorandosi. La storia nasconde, poi, anche un segreto di famiglia che Andrea e Marco si troveranno ad affrontare ritrovando in cantina delle lettere scritte dal padre, che raccontano qualcosa che i due fratelli non hanno mai saputo.

Il libro è molto bello, scorrevole e tratta tematiche importanti, presenta anche molti punti di riflessione: le relazioni familiari, l'importanza della famiglia, la malattia e il dolore per la perdita di un genitore, l'amore perso e ritrovato, i rapporti fraterni, la crescita interiore. Tutti argomenti che mi hanno da sempre fatto amare l'autore. Però, a differenza degli altri romanzi di Volo, questo non mi ha trasmesso le solite emozioni, non ho provato quella empatia che ti fa amare la storia, i personaggi e tutto il resto. E' una cosa assolutamente personale e nonostante questa mia impressione, il libro lo consiglio vivamente a tutti, infatti alcuni tratti mi hanno commossa profondamente, soprattutto quando Volo parla dei genitori e del legame dei figli con essi, ho apprezato molto anche la storia fra Isabella e Marco, una storia tormentata e profonda che lega i due in un'amore diverso, speciale. Il tipo d'amore che un pò tutti sognano, impossibile ma vero! Secondo me avevo troppe aspettative, perchè desiderano questo libro ancora prima che uscisse ma l'ho potuto leggere solo un paio di mesi fa, quindi dopo un paio di anni e questa forte aspettativa ha bruciato un pò la mia facoltà di giudizio. Comunque è un bel libro e si legge benissimo, nonostante i temi toccanti, lo stile di Volo è sempre piacevole e discorsivo, per cui lo consiglio a tutti e magari aspetto i vostri pareri per sapere cosa ne pensate. Intanto, il nuovo romanzo "E' tutta vita" è uscito e anche questo preannuncia un tema particolare, la crisi di una coppia sposata che si trova ad affrontare le difficoltà che la nascita di un figlio porta con sè. Sono molto curiosa di leggerlo e spero che possa comparire tra i miei regalini di Natale :) 

"Lo senti questo legame? Lo stesso che a volte sembra che ti soffochi, che ti tolga il respiro, quello che forse ti ha spinto a vivere lontano. Senti quanto è forte? Quanto è profondo? Io lo rivoglio. Voglio qualcuno vicino a cui poter dire che sono felice"

-La vostra Chocolate And Books - 

Recensione "Una bambina" di Torey L. Hayden

Titolo: Una bambina
Autore: Torey L. Hayden
Editore: Corbaccio
Anno: Prima edizione 1980
Pagine: 243
Prezzo: 12,00 €






L'autore. 
Il suo vero nome è Victoria Lynn Hayden, è una psicologa infantile e docente universitaria statunitense che ha scritto una serie di libri basati sulle proprie esperienze con bambini problematici. Le attività da lei svolte nel campo dell'educazione / psicologia sono diverse: ausiliaria nell'istruzione speciale (disturbi emotivi); insegnante speciale (disturbi emotivi, disturbi dell'apprendimento); insegnante capo (unità psichiatrica); coordinatrice di ricerca (unità psichiatrica universitaria); psicologa infantile; consulente nel campo degli abusi ai minori.

Trama.
Torey. L. Hayden è un insegnante alla quale viene affidata una classe di ragazzini difficili, ragazzini che hanno squilibri mentali e problemi familiari e/o forme di autismo. Inizialmente fanno parte di questa classe 8 bambini, a Gennaio, qualcosa arriva a rompere il debole equilibrio della classe. Viene assegnata alla classe della Torey una bambina di sei anni di nome Sheila, una bambina aggressiva e priva di ogni autocontrollo, dal passato difficile. Dopo che Sheila rapisce il bambino di tre anni dei vicini, lo lega a un palo e gli dà fuoco, viene trascinata in tribunale e viene condannata a essere rinchiusa in un ospedale statale, solo che al momento non ci sono posti disponibili, viene quindi affidata alla classe della Hayden in attesa di essere trasferita all'ospedale. 

La mia recensione.
Il libro (almeno nella versione che ho letto io, e-book) inizia con una introduzione dell'autrice in cui racconta di come sbadatamente aveva letto la notizia di una bambina di sei anni che lega il figlio dei vicini di casa ad un palo, dandogli fuoco. Lì per lì non aveva prestato molta attenzione alla notizia. Poi racconta del suo lavoro come insegnante all'interno di una classe "speciale" per bambini con particolari disturbi e problematiche, che nessun insegnante desiderava nella propria classe, per cui il preside della scuola si è visto costretto a creare questa "classe di matti" (come la stessa Hayden ama scherzosamente definire) con un'unica insegnante e due collaboratori poco esperti in quell'ambito. E continua presentando gli otto bambini che fanno parte della sua classe all'inizio dell'anno, spiegando la problematica fisica o psichica di ognuno di loro. A metà anno il preside le comunica dell'arrivo di una nuova alunna, spiegandole la situazione in cui si trova la bambina in questione, ed è a questo punto che alla Hayden, ritorna in mente la notizia della bambina che diede fuoco ad un altro bimbo, letta mesi prima. Si trattata infatti proprio di quella bambina, Sheila. Nonostante le mille preoccupazioni dovute al fatto che l'ingresso di una bambina, con simili problematiche, avrebbe causato un squilibrio tra gli alunni della classe, Torey non se la sente di rifiutare e così a Gennaio, Sheila entra a far parte della sua classe. Ogni capitolo racconta, poi, le difficoltà di Sheila ad inserirsi all'interno della classe e soprattutto la sua diffidenza nei confronti di tutti, anche di Torey. Racconta dei metodi utilizzati da Torey con questi bambini, metodi anticonvenzionali, che spesso nemmeno il preside accetta, ma che per lei sono di fondamentale importanza per far si che i suoi alunni possano progredire verso uno sviluppo emotivo, intellettivo e relazionale. E saranno proprio i suoi metodi particolari a stravolgere la situazione di Sheila ma anche di tutti gli altri alunni. Ogni capitolo è un racconto sul cambiamento di Sheila, non sempre positivo, ma pur sempre un cambiamento interiore. Torey scopre nella bambina doti particolari, infatti è molto brava in matematica, legge anche se nessuno le ha mai insegnato e ha una discreta proprietà di linguaggio. Non dico altro perchè il bello di questo libro è proprio leggere del cambiamento di questa bambina vittima di violenze e abusi che riesce comunque a trovare una ragione per andare avanti. 

Una storia vera che ti lascia l'amaro in bocca per la crudeltà che possono avere certi adulti nei confronti di anime innocenti e indifese come i bambini, ma che ti da anche tanta speranza perchè esistono persone come Torey in grado di guarire anche le anime più distrutte e le ferite più sanguinanti, solo con l'amore, il dialogo, la passione per il proprio lavoro, la forza di credere che tutti, anche i bambini cosiddetti "speciali" possono farcela, possono riappropriarsi di sè stessi e vivere una vita vera.. Un libro che insegna tanto, insegna che bisogna credere negli esseri umani, soprattutto quegli esseri umani che per colpa della società vengono spesso relegati ai margini ed esclusi da tutti perchè considerati diversi, diversi perchè presentano disturbi sociali, mentali e fisici, ma nel cuore sono come tutti noi, anzi migliori di noi perchè la loro ingenuità fa parlare il cuore, solo loro hanno la capacità di esprimere sentimenti veri senza nessuna falsità. Da futura pedagogista questo libro mi ha insegnato veramente molto, lo considero un vero e proprio manuale di insegnamento per una disciplina che nessuno a scuola o all'università, insegna mai: l'arte di amare e di credere nel cambiamento degli altri. Sfrutterò tantissimi consigli e idee della Torey per la mia futura professione di pedagogista e sicuramente leggerò tutti gli altri suoi libri. 
Consigliato a tutti coloro che amano i bambini e vedono in loro il futuro del mondo.


"In questi bambini c'è di più. C'è il coraggio. Mentre la sera siamo davanti al telegiornale, a sentire di nuove, emozionanti conquiste in qualche terra lontana, perdiamo i veri drammi che si vivono intorno a noi. È un peccato, perché lì c'è più coraggio che da ogni altra parte. Alcuni di quei bambini vivono con tali incubi e tali ossessioni, nella loro testa, che ogni movimento si carica di straordinario terrore. Alcuni vivono a contatto con una violenza e una perversione che le parole non possono descrivere. Ad alcuni non viene nemmeno concessa la dignità che si concede agli animali. Alcuni vivono senza speranza. Eppure resistono. Quasi tutti accettano la loro vita, non conoscendo altro modo di vivere. Questo libro racconta di una sola bambina. Non è stato scritto per evocare pietà. Ne per elogiare un'insegnante. E neppure per deprimere quelli che hanno trovato pace nel non sapere. Questo libro è una risposta a chi mi chiede se non è frustrante lavorare con i malati di mente. È un'ode all'animo umano, perché questa ragazzina è come tutti i miei bambini. Come tutti noi. È una sopravvissuta."

- La vostra Chocolate And Books -