Recensione | "Il labirinto degli spiriti" di Carlos Ruiz Zafon

Buon pomeriggio lettori..
Oggi vi propongo un'altra lettura che mi ha tenuto compagnia durante l'estate, praticamente mi ha accompagnata per tutto Agosto, vista la mole del libro e considerato il periodo di vacanza. Si tratta del volume che conclude la saga de "Il cimitero dei libri dimenticati" di Carlos Ruiz Zafon, ovvero Il labirinto degli spiriti.



IL LABIRINTO DEGLI SPIRITI
Carlos Ruiz Zafòn

Editore: Mondadori
€ 20,00; pag. 832

Sinossi








"Una storia non ha principio nè fine,
 soltanto porte d'ingresso. 
Una storia è un labirinto infinito di parole,
 immagini ed energie riunite 
per svelarci la verità invisibile su noi stessi."

Dopo dodici anni dall'esordio de "L'ombra del vento" (qui la mia recensione) e i due libri che lo seguono, Zafon torna per mettere il punto alla saga che ha appassionato milioni di lettori in tutto il mondo "Il cimitero dei libri dimenticati".
Io non ho dovuto patire questa lunga attesa perchè ho letto l'intera saga consecutivamente, inserendo fra un libro e un altro della serie, altre letture.
Ad oggi vi dico che, forse, questo è stato un errore perchè facendo passare tanto tempo fra una lettura ed un'altra e soprattutto, passando tanti mesi dalla lettura del primo libro all'ultimo, tanti dettagli mi sono sfuggiti e il filo conduttore che lega l'intera storia andava sbiadendo, poichè non ricordavo i particolari. Quindi, il consiglio che posso darvi, se desiderate perdervi senza freni in una storia altamente intrigata, è quello di leggere tutti e quattro i libri d'un fiato.

Zafon ci trasporta ancora una volta in una Barcellona oscura e misteriosa, le atmosfere gotiche fanno da sfondo ad un intreccio di vite e protagonisti dalle mille sfaccettature. Ai cari Sempere, Fermin, Bea, David, Isabella, che già conosciamo molto bene, si aggiunge un nuovo personaggio, Alice, forte ed enigmatica. Una donna ammaliante con un passato oscuro e un presente ancora più grigio. Sarà lei a fare luce sui misteri della famiglia Sempere e svelare una volta per tutte la verità, che noi lettori abbiamo atteso con tanta impazienza.

Con un intrigo sviluppato in maniera magistrale, attraversando gli anni più neri della storia di Spagna, Zafon ci regala un finale ricco di brividi e suspence, in cui ogni spiraglio di tenebra incontrato nel corso della narrazione troverà una soluzione e il lettore si sentirà pienamente appagato nell'aver risolto ogni dubbio sollevato fin dalla lettura del primo libro della saga.

Zafon si conferma un abile narratore, lo stile è, come sempre, fluido e delicato. L'amore per i libri traspare in maniera chiara e non può non arrivare al cuore di qualsiasi amante della lettura. A me è arrivato, forte e potente. Mi dispiace abbandonare i protagonisti di questa storia, a cui ormai, dopo tanti mesi, mi sono affezionata ma spero di consegnarli a chi, leggendo questa recensione, proverà l'impulso irresistibile di imbattersi in essi e perdersi nel labirinto del cimitero dei libri dimenticati.

"I ricordi che seppellisci nel silenzio
sono quelli che non
smettono di perseguitarti."




Recensione "Il giardino dei Finzi-Contini" di Giorgio Bassani

Buon giorno lettori.. 
Con Settembre appena iniziato, ritorna la voglia di scrivere, condividere, leggere. 
Da qualche giorno, giro per la blogosfera a leggere delle vostre letture e cercare spunti per le mie future. Non che mi mancano libri in casa da leggere, ma le novità sono sempre una tentazione ;)
Purtroppo per me, una bellissima esperienza lavorativa sta per giungere al termine, non oso immaginare il vuoto che mi lascerà dentro.. Spero di trovare sollievo girovagando fra i blog e condividendo le mie letture con voi, considerando il tanto tempo libero che mi aspetterà a breve.
Oggi, comincio da una lettura che mi ha fatto compagnia durante l'estate. Si tratta di un classico della narrativa italiana del 900, Il giardino dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani. 




"La mia ansia che il presente 
diventasse subito passato, 
perchè potessi amarlo e 
vagheggiarlo a mio agio,
 era anche sua, tale e quale. 
Era il nostro vizio, questo:
 d'andare avanti con la testa 
sempre rivolta all'indietro".


Ci troviamo a Ferrara in piena epoca fascista, a pochi anni dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, sono gli anni in cui hanno inizio le prime espulsioni degli ebrei dalle attività pubbliche, dai circoli culturali, le leggi razziali si fanno sempre più pressanti e coinvolgono in pieno i protagonisti di questa storia.

Il narratore è uno di essi, ma di lui sappiamo ben poco, in realtà non conosciamo nemmeno il suo nome, ciò che conosciamo e che egli decide di raccontarci, sono proprio gli avvenimenti che lo interessarono in quegli anni e in particolar modo che lo avvicinarono alla famiglia Finzi-Contini e soprattutto a Micol, giovane e bella, saprà catturare il suo cuore e conquistare i lettori.

Il rapporto fra i due protagonisti è fatto di dolcezza e passione, due sentimenti contrastanti così come la loro unione. Un legame nato fra le mura di una ricca dimora, quella dei Finzi-Contini, e soprattutto nel grande giardino che la circonda, in cui i due giovani amano perdersi in lunghe passeggiate solitarie, fatte di confidenze, riflessioni, sguardi, carezze, prima di sfociare in qualcosa di più. Una storia, però, che non ha futuro per via delle condizioni storiche ostili e per il divario sociale che intercorre fra Micol e il nostro narratore.

L'intera narrazione è ricca di riferimenti storici, politici e culturali dell'epoca, Bassani, forse in maniera autobiografica, ci regala una visione realistica dell'Italia degli anni 30, e soprattutto di Ferrara, catturando le bellezze artistiche di questa città, da sempre in pieno fermento culturale. Le descrizioni si fanno ancora più accurate quando entriamo nel giardino dei Finzi-Contini, protagonista della storia tanto quanto i personaggi che lo popolano.

Il romanzo è ormai un classico della letteratura italiana del 900, da leggere se si ama il periodo storico trattato e se si ha voglia di una lettura malinconia e nostalgica, perchè questi sono i sentimenti che suscita. Io ho amato soprattutto il continuo rievocare un passato ormai perduto ma mai dimenticato del protagonista e le descrizioni dettagliate degli ambienti, ma purtroppo non sono stata catturata dallo stile narrativo dell'autore. Ho trovato il linguaggio, a tratti ostile, e non sempre di facile comprensione, il che mi ha portato a rallentare la lettura. Ritengo, comunque, che sia una storia ricca di contenuti significativi e degna di essere affrontata.


Chocolate And Books



Recensione | "Il libro delle verità nascoste" di Amy Gail Hansen

Buon pomeriggio lettori.. si sono proprio io, sono di nuovo qua :D

Piccola premessa: non voglio iniziare l'ennesimo post scusandomi per la mia assenza e promettendo maggiore assiduità nel pubblicare in futuro. So che la cura di un blog è cosa diversa rispetto, magari, al mio modo di gestirlo, ma il bello di avere un angolino solo mio è anche quello di scrivere quando più ne ho voglia e quando il tempo a disposizione consente. 
Nell'arco dei mesi trascorsi dall'ultimo post pubblicato ho letto diversi libri, ma nessuno di questi mi aveva spinto a parlarne, fino a qualche settimana fa, quando mi sono trovata immersa in una lettura che mi ha totalmente rapita e veramente in quella occasione ho sentito il bisogno di mettere per iscritto le mie impressioni e condividerle con chi, nonostante la mia incostanza, decide ancora di seguirmi ;) Per cui eccomi qui a parlarvi del libro di esordio di Amy Gail Hansen, pubblicato diversi anni fa, ovvero Il libro delle verità nascoste.

Ps: non ho saputo resistere ai nuovi temi proposti da Blogger, ed ecco che il mio blog cambia nuovamente veste xD


Dicono che il tempo cura tutte le ferite,
ma io la penso diversamente.
Sembra soltanto che renda le cicatrici più profonde.

Leggendo la trama di questo libro ero veramente scettica, mi aspettavo il solito romanzetto di intrattenimento che risulta piacevole quando si vuol passare qualche ora in assoluto relax. Invece, nel giro di pochi capitoli, mi sono ritrovata totalmente immersa in questa storia che fin da subito ha fatto emergere le caratteristiche che più amo trovare in un libro. Infatti, vi è una forte componente psicologica e inizialmente, sembra apparire qualche elemento legato al soprannaturale. 
La protagonista è Ruby Rousseau, una ragazza che nasconde un segreto legato al Tarble, il College femminile a cui era iscritta e che ha abbandonato l'anno precedente non completando gli studi. Da subito veniamo a conoscenza del fatto che è seguita da una psicoterapeuta perchè è ossessionata dalla morte e dal suicidio, tematiche molto forti all'interno del libro e che verranno spesso affrontate. 
Un giorno, inaspettatamente, riceve una valigia che appartiene a Beth, una ragazza che studiava nello stesso College, ma con cui Ruby non aveva forti legami.. all'interno di questa valigia un libro. 
Il libro da cui tutto ha avuto inizio l'anno prima, e che l'ha spinta verso un gesto che nessuna persona al mondo dovrebbe mai compiere. All'interno del libro, delle annotazioni laterali, instillano nella mente di Ruby dei sospetti sul suo passato e il fatto insolito è che Beth da qualche giorno è scomparsa, di lei non si sa più nulla e Ruby senza rendersene conto, si ritroverà ad indagare sulla scomparsa di Beth e su un passato che le accomuna.
Queste circostanze la spingono a ritornare al Tarble e a scavare in un passato doloroso che inevitabilmente ritorna a farsi più presente che mai. Accompagneremo Ruby verso scoperte e rivelazioni disarmanti nei confronti di persone di cui aveva massima fiducia e addirittura per cui aveva provato un amore profondo e ancora vivido in lei. Rimetterà ogni tassello al proprio posto fino a giungere ad una verità sconcertante che disarma anche il lettore. Dopo un susseguirsi incalzante di avvenimenti, il finale colpisce inaspettato, rivelando il perchè di ogni accadimento, ogni minimo indizio che viene suggerito durante l'intera narrazione trova una spiegazione, lasciando il lettore soddisfatto e allo stesso tempo stupito.
Oltre all'intreccio ben formulato e alla trama decisamente accattivante, ciò che ho amato di questo libro sono stati i riferimenti letterali. L'ossessione di Ruby, infatti, è legata alle scrittrici inglesi Ottocentesce che si sono suicidate, vengono citate Virgina Woolf, Sylvia Plath, Charlotte Perkins Gilman ed altre autrici che hanno deciso di mettere fine alla loro vita perchè incomprese, sofferenti, infelici da quanto poco questa vita ha avuto da offrire loro, nonostante i successi, l'arte, la scrittura. Ma è proprio quest'ultima a generare il vuoto dentro che porta inevitabilmente alla morte e alla sofferenza di chi continua a vivere. Ho scoperto tante cose su queste autrici grazie a questo libro e mi è venuta voglia di conoscere meglio le loro opere e i loro lavori per comprendere la loro mente e cercare di cogliere qualche piccolo indizio che consenta di capire il perchè della loro azione.

Consiglio vivamente la lettura di questo libro se amate i thriller psicologici accompagnati a riferimenti letterari ben approfonditi. Ma troverete anche tanto altro, tematiche molto forti come la morte, il suicidio, la paura ma allo stesso tempo la forza di affrontare i propri demoni interiori, di capovolgere una volta per tutte le condizioni che rendono passivi e inerti di fronte alla vita, la voglia di vendetta e rivelazione, il senso di colpa e il pentimento e infine l'amore. L'amore delle donne che non ha confini, si spinge fino al limite massimo, andando anche oltre e non tornando mai indietro.

Perchè le donne amano in modo diverso dagli uomini.
Noi possiamo amare senza essere ricambiate.
Noi possiamo amare al di là della verità
 e persino nonostante la verità.


Chocolate and Books

Recensione | "Kitchen" di Banana Yoshimoto

Buon pomeriggio lettori :)


Come state? Io abbastanza bene.. sto riprendendo, più o meno, il mio abituale ritmo di lettura e sono molto soddisfatta perchè nonostante gli impegni di lavoro e lo studio, trovo comunque il tempo per leggere e per portare avanti il blog :)
 Oggi vi parlo dell'ultima lettura conclusa, un libro che ho amato profondamente Kitchen di Banana Yoshimoto.


KITCHEN
Banana Yoshimoto

Editore: Feltrinelli
€ 8,00; pag. 148







“I ricordi veramente belli continuano a vivere
 e a splendere per sempre, pulsando 
dolorosamente insieme al tempo che passa”

Ho sempre sentito un'attrazione particolare verso questa autrice, ma come spesso accade, le mie letture si sono poi rivolte altrove. Stavolta l'attrazione ha prevalso e mi sono ritrovata catapultata in un mondo di emozioni e sentimenti immenso.

Kitchen è uno di quei libri che si leggono tutto d'un fiato, un libro capace di scavare dentro al cuore, di fare male, un libro dolorosamente intenso e che risulta difficile abbandonare. Tutto questo è ciò che mi ha provocato la lettura di questo breve romanzo che si conclude con un racconto a parte, il primo racconto scritto dall'autrice e che ha segnato sin dagli esordi la bravura di Banana Yoshimoto.

Kitchen parla di dolore, di morte, di solitudine, ma il sentimento che mi ha colpito maggiormente è stata la nostalgia. Questo libro è tremendamente nostalgico, uno dei sentimenti che più temo ma che allo stesso tempo consente un legame con chi non c'è più, con le situazione passate che ci hanno fatto stare bene e che oggi si possono solo ricordare. Ho amato profondamente i protagonisti di questo romanzo e del seguente racconto. Protagonisti fragili, distrutti interiormente, ma che cercano in qualche modo di andare avanti aggrappandosi ai ricordi e al poco di bello che riescono ancora a scorgere in questa vita. Ma soprattutto ho amato la profonda umanità che emerge dai personaggi, ho trovato ognuno di essi veramente reale, il modo in cui si aiutano a vicenda fa sperare ancora nella bontà degli altri, nel buono che può ancora trovarsi in questo mondo fatto per lo più di cattiveria.

Lo stile dell'autrice, poi, è qualcosa di straordinario, tra l'altro questo è stato il suo primo lavoro, quindi ho apprezzato ancora di più la sua scrittura, così naturale, leggera, malinconica, intensa. E' stato amore a prima lettura. Evidentemente il mio istinto non mi ha ingannata e sono già alla ricerca degli altri suoi romanzi, che fortunatamente, sono parecchi. Spero di ritrovare la magia di queste pagine anche nei successivi lavori di Banana e se conoscete l'autrice consigliatemi i libri che più vi sono piaciuti. 

Avevo bisogno di emozioni forti e sono felice di averle trovate fra le pagine di questo un romanzo.

Alla prossima :*



Recensione | "I giorni del silenzio" di Paula Treick DeBoard

Buon pomeriggio lettori :)
Buon inizio settimana.. io comincio carica e spero di portarmi questa carica fino al weekend ;) Intanto oggi vi parlo di un libro che ho terminato di leggere pochi giorni fa, si tratta di una novità appena pubblicata da HarperCollins Italia, che mi ha gentilmente omaggiata di una copia digitale.

Il libro in questione è "I giorni del silenzio" di Paula Treick DeBoard.



I giorni del silenzio
Paula Treick DeBoard

Editore: HarperCollins Italia
€ 16,00; pag. 336








Ho richiesto questo libro alla casa editrice HarperCollins non appena ho letto la sinossi, l’ho trovata molto intrigante e avevo davvero voglia di un bel thriller. La copia digitale non ha tardato ad arrivare, ringrazio ancora la HarperCollins per la disponibilità, così mi sono immersa in questa lettura, convinta di trovarmi dentro una storia ricca di colpi di scena o comunque pregna dei tipici tratti del genere. In realtà la narrazione è stata ben diversa da quella che mi aspettavo, infatti l’autrice ha deciso di focalizzare l’attenzione non sulla vittima, bensì sul “presunto” colpevole, l’assassino. Un punto di vista insolito, che porta a vedere i fatti in maniera totalmente diversa rispetto a quando ci si immedesima nel dolore dei familiari o addirittura nella vittima.

Tuttavia a raccontare la vicenda non è nemmeno il colpevole, ma la sorella minore di quest’ultimo che narra i fatti accaduti sedici anni prima, nella primavera del 1995, primavera che ha sconvolto totalmente la pace e la serenità che caratterizzava la sua famiglia. Mi è piaciuta un sacco la voce narrante, entrare nella mente di una bambina di nove anni che cerca di capire e analizzare i tragici eventi che si ripercuotono sul fratello, e di conseguenza sul resto della famiglia, accusato di “omicidio”, in quanto ultima persona ad aver visto la fidanzata Stacy, la ragazza più popolare dell’intera cittadina. Vedremo come cambia la vita di chi viene accusato, seppure in maniera informale, e con lui la vita di tutti coloro che lo circondano. La famiglia, ben voluta da tutti, diventa all’improvviso feccia, gente da scartare e anzi capro espiatorio su cui riversare la rabbia e la paura che genera la scomparsa di un’adolescente.

Eppure nessuna prova incastra Johnny, e nessuno, nemmeno la sua famiglia, prova a capire il suo dolore, la sua angoscia, il suo senso di colpa. Io non ho mai creduto che il colpevole fosse davvero lui, ma il dubbio si insinua facilmente quando a dubitare sono gli stessi parenti che conoscono il protagonista meglio di chiunque altro.
Mi è piaciuto molto questo romanzo, proprio perché per una volta mi sono ritrovata ad interpretare i fatti dal punto di vista dei "cattivi" e con loro ho vissuto il dramma della stigmatizzazione che colpisce chi viene additato come colpevole e che effettivamente porta a sentirsi colpevoli nonostante si è innocenti. Non ho apprezzato in maniera particolare il finale, che avevo previsto, e che comunque si è dissolto in breve pagine non lasciando assaporare appieno il gusto della vittoria e del riscatto.

Una lettura piacevole, lontana dai soliti thriller, più intenta a scavare l’animo umano nelle sue mille incertezze ed emozioni contrastanti, in bilico tra il dubbio e la fiducia, la giustizia e l’affetto. Il riscatto finale che vince su tutto.


Alla prossima ;)



Incipit | "Kitchen" di Banana Yoshimoto


Buon pomeriggio e buon inizio di weekend cari lettori :)

Come state? A quali letture vi dedicherete questo fine settimana? 

Io ho deciso di iniziare a leggere "Kitchen" di Banana Yoshimoto, autrice che desideravo affrontare da parecchio tempo. Spero non deluda.. Fatemi sapere cosa ne pensate, sia dell'autrice, che del romanzo, se l'avete letto.


Io nel frattempo ho pensato bene di lasciarvi l'incipit di questo libro :)





          "Non c’è posto al mondo che io ami più della cucina.
Non importa dove si trova, com’è fatta: purchè‚ sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano. Anche le cucine incredibilmente sporche mi piacciono da morire. Mi piacciono col pavimento disseminato di pezzettini di verdura, così sporche che la suola delle pantofole diventa subito nera, e grandi, di una grandezza esagerata.  Con un frigo enorme pieno di provviste che basterebbero tranquillamente per un intero inverno, un frigo imponente, al cui grande sportello metallico potermi appoggiare. E se per caso alzo gli occhi dal fornello schizzato di grasso o dai coltelli un po’ arrugginiti, fuori le stelle che splendono tristi. Siamo rimaste solo io e la cucina. Mi sembra un po’meglio che pensare che sono rimasta proprio sola. Nei momenti in cui sono molto stanca, mi succede spesso di fantasticare. Penso che quando verrà il momento di morire, vorrei che fosse in cucina. Che io mi trovi da sola in un posto freddo, o al caldo insieme a qualcuno, mi piacerebbe poterlo affrontare senza paura. Magari fosse in cucina!


Prima che i Tanabe mi prendessero con loro, dormivo sempre in cucina. Non riuscivo mai a prendere sonno, e una volta che vagavo per le stanze all’alba alla ricerca di un angolino confortevole, scoprii che il posto migliore per dormire era ai piedi del frigo. Mi chiamo Mikage Sakurai. I miei genitori sono morti tutti e due giovani. Perciò sono stata allevata dai nonni. Il nonno è morto quando ho cominciato le medie. Da allora io e la nonna abbiamo vissuto da sole. Pochi giorni fa all’improvviso è morta la nonna. Sono rimasta di stucco. Se mi metto a pensare che la mia famiglia – che era lì, reale – nel giro di pochi anni è scomparsa così, una persona alla volta, mi sembra di non poter credere più a niente. Essere rimasta io sola in questa casa dove sono cresciuta, mentre il tempo continua a scorrere regolare, mi sconvolge. E’ pura fantascienza. Le tenebre del cosmo. Tre giorni dopo il funerale ero ancora stordita. Trascinandomi dietro quella vaga sonnolenza che accompagna la tristezza più cupa e senza lacrime, stesi il futon nella cucina silenziosa e splendente. Dormii raggomitolata nella coperta come Linus, col ronzio del frigorifero che mi proteggeva da pensieri di solitudine. Così la notte se ne andò abbastanza tranquillamente, e venne il mattino. Volevo solo dormire alla luce delle stelle. Volevo svegliarmi nella luce del mattino. A parte questo, tutto il resto mi era completamente indifferente.

Ma non potevo andare avanti così per sempre. E incredibile, la realtà. La nonna mi aveva lasciato denaro a sufficienza, ma l’appartamento in cui abitavo era troppo grande e costoso per una persona sola, bisognava che ne cercassi un altro. Non sapendo dove battere la testa comprai una rivista di annunci e cominciai a guardarla, ma le offerte di case, che erano tante e sembravano tutte uguali, mi diedero il capogiro. Trasloco significava lavoro. Energia. Io ero senza forze e avevo dolori dappertutto per quel mio dormire sul pavimento di cucina. Non potevo far finta che non fosse così. Dove avrei trovato l’energia per andare in giro a vedere appartamenti? per trasportare bagagli? per richiedere il telefono? Ricordo bene quel pomeriggio, me ne stavo sdraiata pensando con disperazione a una lista interminabile di problemi quando mi capitò un miracolo, qualcosa di caduto dal cielo."






Recensione | "L'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafòn

Buon pomeriggio cari lettori.. come state?
Io sono in fase di guarigione, mal di gola e raffreddore si sono impossessati di me in questi giorni e sono rimasta a casa dal lavoro, il che mi ha permesso di terminare la lettura di un libro meraviglioso "L'ombra del vento" di Zafòn, di cui oggi vi parlerò :)




L'OMBRA DEL VENTO
Carlos Ruiz Zafòn

Editore: Mondadori
€ 13,00; pag. 439







“I libri sono specchi: riflettono ciò che abbiamo dentro”

L’ombra del vento credo che sia uno dei libri più noti della nostra epoca e io desideravo leggerlo da tempo immemore. Da più di un anno l’intera trilogia è entrata a far parte della mia libreria, ma solo adesso che la saga è completa e che io ho in mio possesso anche l’ultimo libro, il quarto, ho deciso di buttarmi in questa avventura che, secondo tutti coloro che lo hanno fatto prima di me, è una garanzia.

In effetti non posso smentire queste affermazioni. L’ombra del vento è un libro affascinante, intrigante e misterioso. E’ il genere di storia che cattura, che crea suspense e dipendenza. Una volta entrata nel magico mondo del Cimitero dei Libri Dimenticati è impossibile tornare indietro. Ogni personaggio che si incontra nasconde un segreto e andando avanti con la lettura si capisce che un filo conduttore lega i personaggi che il nostro protagonista incontra. Legami di un passato ormai remoto che però riemerge a poco a poco che il protagonista, Daniel, scava a fondo alla vita di Julian Carax, il misterioso autore del romanzo “L’ombra del vento” che Daniel avrà cura di custodire e proteggere quasi a costo della sua vita.

Non mancavo le avventure, i colpi di scena, ma anche tanti sentimenti profondi: l’amore, l’amicizia, la fedeltà, la passione, l’odio.. è l’odio in particolare a muovere i fili degli intrighi e delle scelte prese dai personaggi e che ha cambiato la vita di tutti coloro che sono coinvolti. Ma l’epilogo della storia dimostra come l’odio può essere superato e può mutarsi in qualcosa di positivo e soprattutto dimostra come è possibile correggere il presente in vista degli errori del passato, gli errori di chi ha vissuto prima di noi e può guidarci verso un futuro migliore.

Un libro appassionante, una scrittura coinvolgente, fluida e capace di intrattenere il lettore al punto da rendere impossibile staccare gli occhi dalle pagine che scorrono troppo veloci. Ho amato tutto di questo libro, e ho amato tantissimo l’amore che a sua volta traspare per i libri, la lettura e la scrittura. Chiunque ama i libri sono sicura che rimarrà folgorato da questa storia. Io ho intenzione di godermi la saga il più a lungo possibile, proprio per questo motivo, ho deciso di intervallare i libri di Zafòn con altre letture. In ogni caso, non vedo l’ora di perdermi nuovamente fra le strade di una Barcellona misteriosa e incontrare nuovi personaggi capaci di farmi sognare.

“Ogni libro, ogni volume che vedi possiede un’anima,
 l’anima di chi lo ha scritto e l’anima di coloro che lo hanno letto,
 di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie ad esso”